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INDAGINE 2023 INTESA SANPAOLO/ CENTRO EINAUDI: IL RISPARMIO DEGLI ITALIANI E LE SFIDE DELL’INFLAZIONE INATTESA

“Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi presentano indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2023” (COMUNICATO STAMPA e INDAGINE, 15 dicembre 2023) Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2023 - Le famiglie italiane e la sfida dell’inflazione inattesa"

Giuseppe Russo e Pier Marco Ferraresi (a cura di)


CENTRO DI RICERCA E DOCUMENTAZIONE "LUIGI EINAUDI"
https://www.centroeinaudi.it/


CENTRO EINAUDI – Link al COMUNICATO STAMPA

CENTRO EINAUDI – Link all’INDAGINE



Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi hanno presentato l’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani 2023. La ricerca analizza l’impatto dell’inflazione subita e attesa sui comportamenti dei risparmiatori e i suoi effetti su redditi, consumi, liquidità, obiettivi, scelte concrete di investimento e di indebitamento. Verifica, inoltre, l’adeguatezza dei comportamenti degli investitori dal punto di vista della protezione del reddito e del patrimonio, mettendo in rilievo l’importanza dell’educazione finanziaria. 

Il 95% delle famiglie dichiara di essere finanziariamente indipendente, in aumento rispetto al 93% dell’Indagine 2022, a conferma che (malgrado le difficoltà dello scenario) l’autonomia reddituale resiste. La quota delle famiglie che riescono a risparmiare si porta sui valori massimi del pre-pandemia (54,7% contro il 53,5% nel 2022). Sale anche la percentuale media di reddito risparmiata (12,6%, dall’11,5% del 2022). Tra le motivazioni del risparmio, risaltano la casa (30%) e i figli (16%); solo il 5% degli intervistati dichiara di aver accantonato risorse per far fronte all’aumento dei prezzi. Per un terzo del campione, il risparmio è genericamente precauzionale, cioè senza un’intenzione precisa.

Tra gli investimenti finanziari salgono le obbligazioni, che raggiungono il 28% dei portafogli di chi le detiene e assorbono in parte la flessione del risparmio gestito. La Borsa resta un «terreno da dissodare»: vi ha operato negli ultimi 12 mesi solo il 4,2% del campione. Nell’ambito degli investimenti alternativi, dominano l’oro (che interessa il 23% degli intervistati) e i fondi etici ESG (13%).

Malgrado una crescente sensibilità ai rischi, l’86% degli intervistati dichiara di non aver sottoscritto un’assicurazione per coprire le spese mediche; il 68% non ha un’assicurazione vita.

Solo il 38% del campione è in grado di dare una definizione corretta dell’inflazione: oltre un quarto la confonde con il livello dei prezzi; qualcuno con il deprezzamento della valuta; altri con lo scostamento dal target della Banca Centrale Europea. A conferma di questa difficoltà di orientamento, oltre un terzo circa degli intervistati indica la detenzione di liquidità e obbligazioni a tasso fisso tra i comportamenti più idonei da tenere nel caso di inflazione. Il 30% cita invece il «mattone»; poco più del 10% l’oro e i «beni rifugio».

A fronte del ritorno dell’inflazione, segnala il Rapporto, le famiglie italiane hanno avuto il buon senso di non vendere tutto per panico e di continuare a risparmiare. Dall’Indagine emerge tuttavia con chiarezza l’esigenza di maggiore competenza e alfabetizzazione finanziaria, sia per i giovani che per gli adulti, per poter affrontare con consapevolezza il nuovo contesto.