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L’IMPATTO DELL’INFLAZIONE SULLA RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE NEL 2022: UNO STUDIO BANKITALIA

“L'impatto eterogeneo dell'inflazione sulla ricchezza delle famiglie italiane” "The heterogeneous impact of inflation across the joint distribution of household income and wealth" (Questioni di Economia e Finanza, Occasional Papers n. 817) novembre 2023

Luigi INFANTE, David LOSCHIAVO, Andrea NERI, Matteo SPURI, Francesco VERCELLI


BANCA D’ITALIA
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Il lavoro, pubblicato nella serie “Questioni di Economia e Finanza” della Banca d’Italia, fornisce una valutazione degli effetti dello shock inflazionistico del 2022 sul patrimonio delle famiglie italiane considerando la distribuzione congiunta di reddito e ricchezza netta. 

L’inflazione ha un effetto eterogeneo tra i diversi gruppi della popolazione. Gli impatti sono generalmente più forti nel caso delle famiglie a basso reddito, poiché esse tendono a spendere una quota maggiore del proprio budget per le necessità primarie. Al contrario, le famiglie a reddito più elevato spendono una percentuale maggiore del loro reddito in beni di lusso e hanno maggiori risparmi, il che rende più facile affrontare le conseguenze degli shock inflazionistici. 

Gli effetti distributivi dell’inflazione dipendono anche dalla composizione del portafoglio. Le famiglie i cui beni hanno un valore nominale fisso sono meno riparate dall’inflazione rispetto a quelle che detengono beni valutati ai prezzi di mercato. Inoltre, le famiglie indebitate traggono vantaggio dalla riduzione del valore reale dei debiti in essere e, per coloro che pagano un tasso fisso, l’onere del servizio del debito diminuisce finché il loro reddito resta al passo con l’inflazione.

L'analisi è condotta dividendo le famiglie in quattro gruppi, distinti dai valori mediani del reddito e della ricchezza netta, utilizzando una metodologia analoga a quella dei conti distributivi della ricchezza sviluppata in ambito europeo.

Si rileva che l'erosione del valore reale della ricchezza finanziaria netta dovuta all'inflazione è stata eterogenea tra le famiglie. Mentre per il gruppo delle famiglie meno abbienti le perdite in conto capitale sono state contenute, per il gruppo di quelle più ricche esse hanno superato un decimo del reddito annuo. La riduzione del valore reale dei debiti ha invece permesso al gruppo dei nuclei ad alto reddito e bassa ricchezza netta di conseguire un guadagno in conto capitale pari a quasi un decimo del reddito.