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NADEF: NOTA DI AGGIORNAMENTO AL DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2023. PREVISIONI DELLA SPESA PER PENSIONI, SANITA’ E LTC

“Documento di Economia e Finanza 2023. Nota di Aggiornamento” Deliberata dal Consiglio dei Ministri il 27 settembre 2023


MEF – MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
https://www.mef.gov.it/index.html


MEF – Link al DOCUMENTO



La Nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza 2023 (NADEF), presentata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti alla fine di settembre, oltre a contenere le previsioni aggiornate sui principali aggregati economici del Paese (dal PIL al debito pubblico), include anche una previsione di lungo termine (al 2070) dell’andamento della spesa pubblica per pensioni, sanità, assistenza e istruzione (“age-related expenditure”). 

Sulla base dello scenario definito in ambito EPC-WGA per il round 2024 che assume, nel corso dell’orizzonte previsivo, un tasso di crescita del PIL reale pari all’1,05% medio annuo, il totale della spesa pubblica age-related in rapporto al PIL registra un incremento di circa 1,9 punti percentuali nel periodo dal 2019 al 2040, anno in cui il complesso della spesa pubblica connessa all’invecchiamento raggiunge il picco del 28,3% del PIL. 

Tale aumento è ascrivibile all’andamento della spesa pensionistica e di quella sanitaria. La prima, infatti, aumenta poco meno di 1,9 punti percentuali, raggiungendo il valore di maggiore incidenza sul PIL, pari al 17,3%, nel 2036; mentre la seconda aumenta di 0,4 punti percentuali di PIL. La spesa per LTC, invece, segna un incremento di 0,2 punti percentuali di PIL, più che compensato da una riduzione della spesa per istruzione di 0,3 punti percentuali.

Dopo aver raggiunto il livello massimo nel 2040, l’incidenza della spesa pubblica age-related rispetto al PIL diminuisce progressivamente negli anni successivi. Alla fine dell’orizzonte di previsione, tale aggregato di spesa si riduce di 2,9 punti percentuali di PIL grazie al contributo della spesa pensionistica, la cui incidenza sul PIL passa dal 17,3% del 2036 al 13,7% nel 2070, diminuendo di 3,6 punti percentuali. 

Il rapido decremento del rapporto fra spesa pensionistica e PIL nella fase finale del periodo di previsione è determinato dall’applicazione generalizzata del calcolo contributivo, che si accompagna alla stabilizzazione, e successiva inversione di tendenza, del rapporto fra numero di pensioni e numero di occupati. Tale andamento è dovuto sia all’adeguamento automatico dei requisiti minimi di pensionamento in funzione della speranza di vita sia alla progressiva uscita delle generazioni del baby boom.