ISTAT: LE DISUGUAGLIANZE DEMOGRAFICHE, SOCIALI E GEOGRAFICHE DELLA MORTALITA’ IN ITALIA
“Disuguaglianze nella mortalità per causa in Italia secondo caratteristiche demografiche, sociali e territoriali” (ANNO 2019) - 12 luglio 2023
ISTAT – ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
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L’ISTAT ha recentemente pubblicato alcune tavole relative alle disuguaglianze nella mortalità in Italia, in base alle caratteristiche demografiche, sociali e territoriali.
L'attenzione sul tema delle disuguaglianze sociali nella salute è sempre maggiore sia in Italia che in Europa. La crisi economica e la più recente pandemia hanno inoltre accentuato le disparità all’interno dell’Italia e il divario tra i Paesi europei.
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto, nel 2019 i decessi esaminati nella popolazione con più di 30 anni sono stati 628.411. Il 59,3% possiede al massimo un titolo di studio elementare; il 19,9% la licenza di scuola media inferiore e solo il 5,2% ha una laurea o un titolo di studio superiore.
Tale distribuzione è molto diversa da quella osservata nella popolazione generale oltre i 30 anni di età nella quale, invece, 1 persona su 5, ad esempio, ha un titolo di studio molto basso. Questo avviene in quanto vi è una grossa differenza nella struttura per età in base al titolo di studio. In Italia, infatti, la più grande concentrazione di persone con basso titolo di studio è presente negli anziani e nei molto anziani (rispettivamente 53% e 70,1%). Questa caratteristica rende necessario utilizzare i tassi standardizzati, che permettono di misurare i livelli di mortalità e titolo di studio al netto dell’effetto della struttura per età della popolazione.
In Italia il tasso di mortalità standardizzato nel 2019 è pari a 122,3 per 10.000 residenti. Lo svantaggio per titolo di studio in termini di mortalità totale ha un gradiente che aumenta al diminuire del livello di istruzione. Nel 2019 le disuguaglianze per titolo di studio sono piuttosto elevate: chi ha conseguito al massimo la licenza elementare ha un tasso di mortalità pari a 135 per 10.000 residenti, valore che è 1,3 volte maggiore rispetto al tasso delle persone con un titolo universitario (104,4 ogni 10.000 residenti). Tali differenze tra i due titoli di studio sono più marcate negli uomini, mentre sono più contenute nelle donne. Dal confronto di genere si conferma una più elevata mortalità negli uomini rispetto alle donne, per tutti i livelli di istruzione.
Dall’analisi per età emerge come le disuguaglianze per titolo di studio siano molto più evidenti nelle fasce centrali della vita, in età lavorativa e soprattutto quando la gran parte della mortalità sarebbe evitabile con opportuni interventi di prevenzione primaria (riduzione dei fattori di rischio) e secondaria (diagnosi e cura). In Italia gli uomini di età compresa fra 30 e 69 anni e con un basso titolo di studio hanno un tasso di mortalità 2,3 volte superiore ai coetanei laureati; nelle donne tale rapporto è di 1,9.
Anche per area geografica vi sono importanti differenze di mortalità, con tassi più elevati nell’Italia meridionale e insulare, mentre le disuguaglianze nella mortalità totale per titolo di studio sembrano più omogenee tra le ripartizioni geografiche.