Panorama Assicurativo Ania

🇮🇹 Risparmio

L’EVOLUZIONE DEL RISPARMIO DELLE FAMIGLIE ITALIANE DOPO LA PANDEMIA DI COVID-19: BOLLETTINO ECONOMICO BANKITALIA

“Bollettino Economico N. 3, 2023” (Luglio 2023)


BANCA D’ITALIA
https://www.bancaditalia.it/


BANCA D’ITALIA – Link al BOLLETTINO


Banca d’Italia ha recentemente pubblicato il Bollettino Economico n. 3/2023, al cui interno è presente un Riquadro di approfondimento dedicato all’evoluzione del risparmio delle famiglie dopo la pandemia di Covid-19.

La crisi sanitaria ha ridotto in maniera inattesa e drastica la spesa per consumi delle famiglie italiane, contribuendo al repentino rialzo della loro propensione al risparmio, tornata su livelli che non si registravano dalla fine degli anni Novanta del Novecento, e al conseguente accumulo, in parte forzato, di ingenti risorse finanziarie. 

Con gli aumenti dei prezzi dei beni energetici iniziati nella seconda metà del 2021 e inaspriti dall’invasione russa dell’Ucraina, la propensione al risparmio è progressivamente diminuita, scendendo alla fine dello scorso anno al di sotto del livello precedente la pandemia.

Dal 2020 le famiglie hanno accantonato più risorse di quanto sarebbe avvenuto in assenza dell’emergenza sanitaria. Le analisi svolte forniscono una quantificazione dell’entità di questo risparmio in eccesso e del conseguente incremento delle attività finanziarie delle famiglie. 

Sulla base dei dati di contabilità nazionale - inclusi i conti finanziari -, il risparmio effettivo a livello aggregato viene confrontato con quello che si sarebbe realizzato se la propensione al risparmio non fosse aumentata durante la pandemia, rimanendo pari alla media del quinquennio 2015-19 (intorno al 10 per cento). La differenza fra il risparmio simulato in questo scenario e quello effettivo rappresenta una stima del risparmio in eccesso. Quest’ultimo avrebbe raggiunto il massimo nella primavera del 2022 per poi ridursi lievemente; all’inizio di quest’anno sarebbe stato di circa 130 miliardi di euro, oltre il 2 per cento del totale degli attivi finanziari delle famiglie italiane. 

Utilizzando le informazioni sulla distribuzione del reddito e della ricchezza finanziaria raccolte con l’Indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d’Italia e ipotizzando una propensione al risparmio per ciascun quinto di reddito uguale a quella del 2016 (anno dell’ultima indagine prima dello scoppio della crisi sanitaria), emerge che ai nuclei più abbienti (ultimo quinto) sarebbe riconducibile circa il 60 per cento dell’intero eccesso di risparmio alla fine del 2020. Tuttavia, anche le famiglie meno benestanti (primo quinto), che tradizionalmente hanno difficoltà a risparmiare, avrebbero accumulato risparmi superiori al normale. Il lieve calo dello stock di attività finanziarie in eccesso – in corso dalla metà dello scorso anno – suggerisce che queste risorse stiano contribuendo solo in misura limitata alla ripresa dei consumi.

Le valutazioni delle famiglie italiane intervistate nell’ambito della Consumer Expectations Survey della BCE confermerebbero queste conclusioni e contribuiscono a formulare qualche considerazione sugli sviluppi futuri: negli ultimi due anni la quota di famiglie che ha dichiarato che non avrebbe effettuato risparmi nei successivi dodici mesi è cresciuta fra i nuclei meno abbienti (primo quinto) e, in misura lieve, fra quelli più benestanti. Per i primi l’aumento della quota potrebbe suggerire l’intenzione di finanziare parte dei propri acquisti con la ricchezza accumulata nel corso dell’emergenza sanitaria, che è però di modesta entità: per questa ragione il contributo alla spesa aggregata che ne deriverebbe sarebbe poco significativo. Un contributo maggiore ai consumi, soprattutto per servizi turistico-ricreativi, potrebbe provenire dal minor risparmio segnalato dalle famiglie più abbienti.