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🇺🇸 Assicurazione vita, Tassi di interesse, Riscatti

STATI UNITI: IL RAPIDO RIALZO DEI TASSI DI INTERESSE HA COLPITO LE BANCHE MA NON LE ASSICURAZIONI VITA

“There Were Runs on Banks, Not on Insurers. Here’s Why” - Annuities are full of penalties for cashing out, deterring investors from seeking higher rates (ARTICOLO, 30 maggio 2023)

Jean EAGLESHAM


WSJ – WALL STREET JOURNAL
https://www.wsj.com/


WSJ – Link all’ARTICOLO


Un recente articolo pubblicato dal Wall Street Journal affronta il tema del rischio di liquidità per assicurazioni vita e banche negli Stati Uniti, in presenza di un brusco rialzo dei tassi di interesse.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da LIMRA, negli Stati Uniti i sottoscrittori di prodotti di rendita hanno mantenuto i loro investimenti anche se i tassi di interesse sono aumentati in modo significativo da un livello prossimo allo zero. Per contro, parecchi detentori di depositi bancari hanno ritirato i loro investimenti alla ricerca di rendimenti più elevati, il che ha portato all'insolvenza di tre istituti di credito. 

In entrambi gli scenari, le attività a sostegno degli investimenti dei risparmiatori sono diminuite di valore con l'aumento dei tassi di interesse, ma i detentori di rendite sono rimasti fermi a causa delle penali di riscatto e di altri fattori deterrenti. LIMRA indica che i riscatti anticipati per le rendite differite a tasso fisso sono saliti nel 2022 all'8% delle attività, dal 7% nel 2021. Considerando tutte le tipologie di rendita, nel 2022 i riscatti sono diminuiti, per un totale di 180,5 miliardi di dollari, in calo da 189,5 miliardi nel 2021. 

La fedeltà degli investitori è uno dei motivi per cui gli assicuratori vita sono considerati meno vulnerabili degli istituti di credito e anche se molti assicuratori potrebbero subire pesanti perdite dalle uscite dei clienti, gli analisti suggeriscono che un esodo di massa è un evento improbabile. LIMRA ha aggiunto che i bilanci degli assicuratori sono sostenuti da afflussi record di nuovi fondi, grazie a rendimenti che superano quelli dei certificati di deposito bancari (con un aumento del 49%, a 94 miliardi di dollari, nel primo trimestre del 2023).

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