NELL’OCCHIO DEL CICLONE: COME ALLUVIONI E CALAMITÀ NATURALI INFLUENZANO LE PROSPETTIVE DELL’ECONOMIA. STUDIO FMI
“Eye of the Storm: The Impact of Climate Shocks on Inflation and Growth” (WORKING PAPER, WP 23-87 - April 2023)
Serhan CEVIK, João TOVAR JALLES
IMF – INTERNATIONAL MONETARY FUND
https://www.imf.org/en/Home
IMF – WEBPAGE DI PRESENTAZIONE del Paper
Qual è l'impatto del cambiamento climatico sulle dinamiche dell'inflazione e della crescita? Questo è l’interrogativo al quale cerca di dare una risposta un recente studio del Fondo Monetario Internazionale su crescita economica, inflazione e calamità naturali, basato sui dati riferiti a un ampio insieme di Paesi nel periodo 1970-2020(1).
I risultati mostrano che sia l'inflazione sia la crescita del PIL reale rispondono in modo significativo - anche se differenziato, quanto a direzione e grandezza dell’effetto - ai diversi tipi di disastri causati dal cambiamento climatico. Ad esempio, esiste una forte differenza nell'impatto degli shock climatici su inflazione e crescita in base al livello di reddito, allo stato dell'economia e allo spazio di manovra fiscale, tra i Paesi ad economia avanzata e quelli in via di sviluppo.
Per quanto riguarda le diverse tipologie di calamità naturali, emerge che gli shock climatici determinano una riduzione dell’inflazione, anche se, al contrario, siccità e tempeste ne provocano un aumento.
Se tutti i tipi di shock climatici hanno un impatto negativo sulla crescita economica, l'entità e le modalità della correlazione mostrano variazioni nel lungo periodo. Mentre uno shock climatico sembra portare a una riduzione duratura della crescita del PIL reale, l'impatto di siccità e tempeste è più volatile e meno persistente.
Infine, si conferma l’impatto negativo sulla crescita nei Paesi in via di sviluppo, mentre è meno evidente tale effetto nelle economie avanzate.
Le relazioni causali degli effetti dei disastri naturali sull’economia possono essere così individuate:
- la variazione della produzione agricola e dei prezzi dei prodotti alimentari;
- il rallentamento dell’attività economica e la riduzione della produttività;
- la riduzione della ricchezza e del reddito e, quindi, di consumi e investimenti;
- gli effetti su infrastrutture di trasporto e costi di distribuzione.
Il Fondo conclude sottolineando che le conseguenze del cambiamento climatico saranno anche quelle di accrescere le diseguaglianze di reddito e ricchezza ed è quindi necessario implementare al più presto idonee politiche di transizione climatica.
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(1) Sono presi in considerazione 173 Paesi nel periodo dal 1970 al 2020. Tra questi anche l’Italia.