LE DETERMINANTI DELLA DOMANDA DI RENDITE: ASPETTATIVE DI VITA OGGETTIVE O PESSIMISMO SOGGETTIVO SULLA LONGEVITA’?
“What matters for annuity demand: objective life expectancy or subjective survival pessimism?” (January 2023 Number 23-3)
Karolos ARAPAKIS, Gal WETTSTEIN
CRR BC – CENTER FOR RETIREMENT RESEARCH AT BOSTON COLLEGE
https://crr.bc.edu/
Le persone continuano a manifestare una bassa propensione all’acquisto di prodotti di rendita, il che ha a lungo rappresentato un interrogativo per gli studiosi della materia. È il cosiddetto “annuity puzzle”, da tempo oggetto di analisi e approfondimenti per comprenderne le cause.
Il presente studio, utilizzando dati riferiti agli Stati Uniti, valuta l'importanza relativa di due potenziali ragioni per la bassa domanda di prodotti di rendita:
- il fatto che i prezzi delle rendite si basino sulla maggiore aspettativa di vita oggettiva di chi li acquista, il che li rende costosi per le altre persone;
- il fatto che le persone tra i 50 e i 60 anni sono troppo pessimiste sulla loro aspettativa di vita, per cui attribuiscono alle rendite un valore basso.
I risultati mostrano che entrambi i fattori influiscono sulla domanda di rendite, ma l'aspettativa di vita oggettiva risulta avere un effetto molto maggiore rispetto al pessimismo soggettivo.
Comprendere meglio cosa influenza la domanda di rendite è importante sia per i fornitori di tali prodotti sia per i responsabili politici. Se fosse un irrazionale pessimismo soggettivo sulla probabilità di morte a determinare la bassa propensione alla rendita, una migliore informazione del pubblico sui tassi di mortalità potrebbe ridurre il problema. Dato che, invece, la variabile fondamentale sembra essere l'aspettativa di vita oggettiva, un ruolo pubblico più ampio potrebbe essere necessario per aumentare la diffusione dei prodotti di rendita.