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EDUCAZIONE FINANZIARIA: STRUMENTO D’ORIENTAMENTO IN TEMPI D’INCERTEZZA. PUBBLICATO IL RAPPORTO EDUFIN 2022

“Sul sito web "QuelloCheConta" è stato pubblicato il Rapporto Edufin 2022 elaborato dal Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria in collaborazione con Doxa - Evento conclusivo del Mese dell'Educazione Finanziaria #OttobreEdufin2022” (31 ottobre 2022) “Educazione finanziaria: strumento d’orientamento in tempo d’incertezza” (Rapporto Edufin 2022)


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Gli italiani sono sempre più consapevoli della necessità di acquisire conoscenze e competenze su cui poter contare per gestire al meglio i propri risparmi. È infatti aumentata negli anni la quota di italiani che vorrebbe l’introduzione dell’educazione finanziaria sia nelle scuole (da 86,5% a 89,1%) sia sul posto di lavoro (da 76,5% a 79,5%). 

Questi sono alcuni dei risultati contenuti nel Rapporto Edufin 2022 “Educazione finanziaria: strumento d’orientamento in tempo d’incertezza”, realizzato dal Comitato Edufin in collaborazione con Doxa.

Tra le conoscenze finanziarie, è incoraggiante che circa il 67% della popolazione conosca gli effetti dell’inflazione sul potere di acquisto.  Nonostante i miglioramenti riscontrati, la strada da fare in questo campo è ancora molta. Rimane infatti bassa la percentuale di persone con un elevato livello di conoscenza finanziaria (appena il 44,3%), in particolare tra i più giovani (solo il 30,5%), che proprio in virtù di questa scarsa alfabetizzazione mostrano una propensione verso investimenti più rischiosi. 

In generale, emerge un grande divario tra la percezione di conoscenza delle persone e le loro conoscenze effettive. Sui temi previdenziali, per esempio, più del 50% degli intervistati dichiara di conoscere approssimativamente il rischio di longevità e il funzionamento del primo pilastro della previdenza pubblica, ma la percentuale di coloro che conoscono effettivamente questi concetti e il loro funzionamento risulta molto più bassa.

Fra i principali fattori di stress finanziario delle famiglie sono evidenti l’aumento dei prezzi di beni alimentari ed energetici, la paura di non avere risparmi sufficienti per affrontare le emergenze e le oscillazioni dei mercati finanziari. Inoltre, inflazione, guerra e oscillazioni dei mercati hanno condizionato le aspettative degli intervistati e le loro intenzioni di investimento. Emergono sia una minore disponibilità a investire, soprattutto nelle forme più rischiose, sia un grande disorientamento su quali decisioni concretamente assumere, che si sostanzia nel mantenimento dello status quo. 

Anche l’importanza riconosciuta al tema della sostenibilità tarda a tradursi in scelte di investimento orientate ai prodotti finanziari sostenibili, ma sembra incidere molto in termini di incremento delle intenzioni di investimento future.