BANCA D’OLANDA: STUDIO SULLA FATTIBILITA’ DI UN FONDO DI GARANZIA PER GLI ASSICURATI
“Feasibility and affordability of an insurance guarantee scheme in the Netherlands” NEWS RELEASE e REPORT, October 13, 2022
Jeroen Brinkhoff, Inge Neffke, Maarten van Campenhout
DNB - DE NEDERLANDSCHE BANK
https://www.dnb.nl/
DNB – Link alla PRESS RELEASE (13.Oct. 2022)
A metà ottobre, la Banca Centrale olandese (DNB, responsabile della vigilanza finanziaria e assicurativa) ha pubblicato uno studio di fattibilità di un fondo di garanzia per gli assicurati (IGS – Insurance Guarantee Scheme) accessibile, conveniente e in grado di offrire tutele adeguate.
Il Ministro delle Finanze aveva precedentemente annunciato che avrebbe avviato discussioni con le parti interessate sull'opportunità e la fattibilità di un regime di garanzia assicurativa nei Paesi Bassi.
La Banca centrale sottolinea che, simile a un sistema di garanzia dei depositi bancari, un IGS garantisce il valore delle polizze assicurative entro un certo limite e mira a mantenere in vita le polizze in essere. Il progetto di tale strumento implica scelte delicate: ad esempio, quali polizze assicurative coprire, le modalità di protezione in capo all’IGS, quali livelli di garanzia applicare e come finanziare lo schema. Tali scelte sono fondamentali, in quanto ne determinano fattibilità e convenienza.
In particolare, evidenzia la Vigilanza, un IGS è in grado di garantire la conservazione del valore e la continuità delle polizze assicurative in tre modi:
- può fornire finanziamenti aggiuntivi per limitare la riduzione dei diritti degli assicurati in caso di vendita o bail-in dell'assicuratore in situazione di failure;
- può integrare le erogazioni dovute agli assicurati durante il periodo di run-off;
- può risarcire gli assicurati per le perdite subite a seguito della liquidazione dell’impresa assicuratrice.
Nelle sue considerazioni, la Banca Centrale olandese sottolinea poi che il livello della garanzia prestata determina il grado di tutela e, pertanto, risulta essere una componente fondamentale; per mantenere l’accessibilità del sistema, il livello della garanzia potrebbe essere soggetto a limite (“capped guarantee”). Ad esempio, viene indicato come appropriato un limite del 95%, che lascerebbe a carico degli assicurati una franchigia del 5% del valore della polizza.
Quanto al finanziamento dell’IGS, la Vigilanza indica che potrebbe avvenire attraverso prelievi dalle imprese assicuratrici, le quali potrebbero poi considerare di trasferirli agli assicurati (sia in concomitanza della vendita di nuove polizze sia attraverso la rinegoziazione dei contratti collettivi in essere).
Un fondo di garanzia di 500 milioni di euro basterebbe per coprire un deficit del 10% nelle passività assicurative, con una franchigia del 5% per gli assicurati. Costituire tale fondo in dieci anni significherebbe, secondo l’Autorità di vigilanza, aumentare i prelievi annuali dal settore assicurativo per un valore di 50 milioni di euro.
Tali prelievi potrebbero essere progettati in modo tale da chiedere somme maggiori agli assicuratori che assumono rischi più elevati; secondo la Banca Centrale, tale sistema di prelievo “risk-based” potrebbe ampliare il sostegno pubblico nei confronti della creazione di un IGS.