REGNO UNITO: RISOLVERE IL PROBLEMA DELLA FRAMMENTAZIONE DELLE POSIZIONI NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE
“Industry identifies solutions to the growing issue of small pots” ABI NEWS RELEASE (23rd June, 2022) “Small pots cross industry co-ordination Group - Spring 2022 report”
ABI - ASSOCIATION OF BRITISH INSURERS
https://www.abi.org.uk/
PLSA - PENSIONS AND LIFETIME SAVINGS ASSOCIATION
https://www.plsa.co.uk/
ABI - Link alla NEWS (June 23RD, 2022)
E’ stato recentemente pubblicato un Report dedicato al tema della frammentazione delle posizioni (deferred pension “pots”) nell’ambito della previdenza integrativa collettiva/aziendale con iscrizione automatica (auto-enrolment) nel Regno Unito. Il documento è frutto delle analisi congiunte condotte dall’Associazione delle imprese assicuratrici britanniche (ABI) e da PLSA (Pensions and Lifetime Savings Association).
Attualmente, i costi sostenuti per amministrare le posizioni di dimensione ridotta rappresentano una sfida considerevole per il sistema previdenziale e presentano potenziali rischi per i risparmiatori. ABI sottolinea, tra l’altro, che si rischia anche di minare nelle sue fondamenta lo scopo principale dello strumento previdenziale, ossia quello di fornire reddito nel lungo termine: perché crescono le probabilità di veder attingere al “tesoretto” per ottenere una somma forfettaria in contanti. Secondo l’Associazione, entro la fine del 2022 ci saranno probabilmente più di 11 milioni di “deferred pots” e – in mancanza di interventi contenitivi del fenomeno – nei prossimi dieci anni la cifra è probabilmente destinata a raddoppiare.
Nel Report, pertanto, vengono delineate tre possibili vie percorribili a soluzione del problema:
- secondo il modello “Pot Follows Member”, quando un dipendente cambia lavoro, il suo fondo pensione si sposta automaticamente con lui, confluendo nel fondo del nuovo datore di lavoro (è fatta salva la possibilità di rinuncia, ossia di “opt-out”);
- secondo il modello “Default Consolidators”, alcune posizioni previdenziali vengono automaticamente trasferite a uno strumento “consolidatore” (è fatta salva la possibilità di rinuncia, ossia di “opt-out”). Nel caso il risparmiatore disponga di diverse posizioni previdenziali, queste potrebbero così essere tutte collegate al “consolidatore”;
- il modello Member Exchange identifica diversi “deferred pension pot” e li unisce in una sola posizione attiva. Nell’ambito del progetto, tuttavia, è stato riscontrato che, nella fase attuale, non è possibile provvedere ai trasferimenti senza il consenso dei risparmiatori, elemento fondamentale per garantire la riduzione del numero delle posizioni.
Le evidenze dell’analisi hanno anche suggerito che una combinazione dei tre modelli potrebbe rappresentare l'approccio migliore. Tuttavia, si ritiene opportuno legiferare ulteriormente affinché i modelli proposti possano funzionare a dovere; parimenti, viene raccomandato di realizzare norme che obblighino i providers/i fondi rilevanti a partecipare alle soluzioni delineate. È necessaria, infine, un'ulteriore analisi sui tre modelli proposti, per meglio comprendere quale possa offrire i migliori risultati per i risparmiatori (tenendo presenti anche i futuri impatti sulla struttura e sulla sostenibilità del mercato pensionistico).