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TRANSIZIONE VERDE, “ECONOMIA DELL’IDROGENO” E CONTENIMENTO DEI RISCHI: UN REPORT SWISS RE

«De-risking the hydrogen economy» (WEBPAGE DI PRESENTAZIONE / di download del PAPER- 04.04.2022)


SWISS RE
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SWISS RE - WEBPAGE DI PRESENTAZIONE / di download del Paper



Swiss Re ha recentemente pubblicato un Report dedicato al ruolo cruciale dell’idrogeno nella transizione verde su scala globale, evidenziando la necessità di contenere i rischi correlati al suo utilizzo.

In apertura del documento viene sottolineato come le emissioni di carbonio debbano ridursi drasticamente nel corso dei prossimi 30 anni, al fine di permettere il raggiungimento dell'obiettivo di mantenere l'aumento della temperatura media globale a meno di 2°C (secondo l'Accordo di Parigi); pertanto, si stima che la domanda globale di idrogeno aumenterà del 3,5% annuo entro il 2050. 

Ciò nonostante, è previsto che  tali misure non saranno sufficienti per raggiungere l'obiettivo di emissioni nette zero (Net-Zero-Emissions - NZE), come previsto dallo scenario NZE-2030 dell'Agenzia internazionale per l'Energia.

L'idrogeno, sottolinea Swiss Re, rappresenta un'alternativa interessante ai combustibili fossili, poiché non emette anidride carbonica e può essere prodotto utilizzando energie rinnovabili. Tuttavia, l'idrogeno ha anche caratteristiche uniche, che rendono complesso il contenimento dei rischi correlati al suo uso, condizione che permetterebbe l’assicurabilità di una vera e propria “economia dell'idrogeno” (basata su un impiego di larga scala). 

In particolare, gli attuali piani di investimento si concentrano sugli impianti di produzione e meno sulla trasmissione, lo stoccaggio e la distribuzione dell'idrogeno; inoltre, l’uso di infrastrutture già  esistenti - e debitamente “riadattate” - per immagazzinare e distribuire idrogeno è ancora in fase di sperimentazione (con potenziali incognite correlate). Swiss Re pone in evidenza che è necessaria maggiore attenzione sui fattori di rischio che potrebbero ostacolare l'uso su larga scala dell'idrogeno (in particolare, alcune sue caratteristiche peculiari, che causano permeazione e “infragilimento”, con conseguenti perdite in grado di innescare incendi ed esplosioni). La gravità dei danni causati da eventuali incidenti – sottolinea Swiss RE – dipende in gran parte dal tipo di materiali utilizzati per immagazzinare e trasportare l'idrogeno.

Nel breve termine, le polizze assicurative standard per l'ingegneria (engineering insurance) dovrebbero essere in grado di  coprire le esposizioni inerenti alla fase di costruzione degli impianti di produzione di idrogeno; inoltre, a medio-lungo termine, le coperture per le interruzioni di attività (business interruption covers) potrebbero acquisire rilevanza in misura proporzionale al diffondersi dell’utilizzo dell’idrogeno nell'economia globale (e con la necessità di garantire una fornitura ininterrotta di energia rinnovabile per alimentare la produzione di idrogeno).

Rispetto a potenziali incognite, l'espansione dell'economia dell'idrogeno potrebbe dar luogo anche a nuove esposizioni (in linea generale, potrebbe trattarsi di r. c. verso terzi e r. c. prodotti, responsabilità del datore di lavoro, professionale e ambientale). Trasformare questi rischi in opportunità  – conclude Swiss Re – richiede una comprensione più profonda di tutte le componenti della catena del valore legata all'idrogeno.