Panorama Assicurativo Ania

🇫🇷 Previdenza complementare

IL SETTORE DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE IN FRANCIA A FINE 2020: REPORT ACPR

« Analyses et synthèses n°134 : La retraite supplémentaire à fin 2020 »


ACPR – AUTORITÉ DE CONTRÔLE PRUDENTIEL ET DE RÉSOLUTION
https://acpr.banque-france.fr/


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ACPR – l’Autorità di vigilanza prudenziale sul sistema finanziario francese – ha recentemente dedicato un Report della Collana “Analyses et Synthèses” alla situazione del settore della previdenza complementare a fine 2020

La previdenza complementare occupa un posto marginale nel finanziamento delle pensioni in Francia: a fine 2019 rappresentava il 4,2% di tutti i contributi versati a fini previdenziali. Se il suo limitato sviluppo è dovuto in parte alla preponderanza del sistema obbligatorio a ripartizione e dei regimi integrativi, esso è stato probabilmente penalizzato anche dalla frammentazione dell'offerta, fattore di complessità ma anche di disuguaglianza tra i partecipanti. Il mercato, infatti, dominato da un numero ristretto di operatori, risulta frammentato secondo le differenti tipologie contrattuali.

L'altra sfida che gli operatori del settore devono affrontare è il contesto di bassi tassi di interesse, che limita il rendimento degli investimenti, con problemi prudenziali nel caso di tassi tecnici elevati e problemi commerciali per l'attrattiva dei prodotti. Il mercato della previdenza complementare, infatti, ha registrato un continuo calo dal 2018 al 2020, nonostante il lancio dei PER nel 2020.

Inoltre, sono state recentemente introdotte diverse modifiche normative di rilievo. I regimi della Branche 26 (schemi collettivi) sono stati autorizzati a modifiche per riequilibrare la situazione, modificando così i diritti degli aderenti. Inoltre, nel 2018 il legislatore ha disciplinato gli Organismi Previdenziali Integrativi (ORPS), che consentono di beneficiare di un quadro normativo più consono alla lunga durata dei contratti pensionistici. Infine, nell'ambito della riflessione complessiva sul finanziamento delle pensioni, la “Loi Pacte” ha riformato i prodotti di previdenza complementare introducendo un prodotto unico, il PER, che sta progressivamente sostituendo i PERP, i contratti Madelin, i PERCO e i contratti ai sensi dell'art. 83. Gli assicuratori continuano ad adeguare la propria offerta al nuovo contesto normativo, che ha introdotto un prodotto completo contrariamente alla segmentazione e specializzazione osservate in precedenza.

Dal punto di vista degli aderenti, l'impatto dei bassi tassi di interesse sui tassi di rivalutazione dei fondi in euro è stato leggermente più contenuto per i contratti di previdenza complementare.

Dal punto di vista degli enti gestori, i tassi bassi hanno un impatto sia sull'attività che sulla redditività. Nel complesso, i risultati tecnici dei contratti di previdenza complementare sono leggermente diminuiti tra il 2013 e il 2020, mentre quelli dei contratti individuali di assicurazione vita sono rimasti relativamente stabili nel periodo.