LA REVISIONE DEL FRAMEWORK DI VIGILANZA MACROPRUDENZIALE PER IL SETTORE BANCARIO. UNA NOTA DELL’ESRB
“Review of the EU Macroprudential Framework for the Banking Sector. A Concept Note” (Marzo 2022)
ESRB – EUROPEAN SYSTEMIC RISK BOARD
https://www.esrb.europa.eu/home/html/index.en.html
Il Comitato europeo per il rischio sistemico (ESRB) ha recentemente pubblicato una Concept Note in materia di vigilanza macroprudenziale sul settore bancario.
L’ESRB sottolinea che il quadro normativo rafforzato per le banche, compresi gli strumenti macroprudenziali, ha servito bene l'UE durante la crisi del Covid-19. Tuttavia, tale quadro resta da testare durante un intero ciclo finanziario e in assenza di interventi significativi da parte delle Autorità pubbliche. L'attuazione piena, tempestiva e coerente delle riforme di Basilea III è, secondo il Comitato, fondamentale per rafforzare ulteriormente il quadro.
L'esperienza maturata nell'applicazione delle disposizioni macroprudenziali negli ultimi dieci anni evidenzia la necessità di un uso più coerente, lungimirante e attivamente anticiclico degli strumenti disponibili. Un ulteriore obiettivo generale di una riforma è ridurre la complessità delle disposizioni, sia procedurali che concettuali: ciò faciliterebbe il loro utilizzo da parte delle Autorità senza indebolire le salvaguardie esistenti per l'integrità del mercato interno.
Guardando al prossimo decennio, le priorità del kit di strumenti macroprudenziali nel settore creditizio sono: (i) garantire che le banche si finanzino con capitale sufficiente per far fronte ai rischi sistemici ciclici e strutturali; (ii) migliorare l'uso efficace delle riserve di capitale; iii) colmare le lacune nel kit di strumenti, in particolare includendo misure basate sui mutuatari; iv) garantire un uso coerente degli strumenti di policy in tutta l'UE.
Una regolamentazione coerente che applichi requisiti simili a tutte le entità che svolgono lo stesso tipo di attività finanziarie, tenendo conto dei loro profili di rischio specifici, dovrebbe aiutare a prevenire l'arbitraggio regolamentare e il trasferimento dei rischi ad altre parti del sistema come FinTech e BigTech, che sono meno regolamentate delle banche ma svolgono sempre più attività simili. Gli strumenti specifici di vigilanza basati sulle entità potrebbero pertanto essere integrati con strumenti basati sulle attività. Le misure basate sui mutuatari, ad esempio, potrebbero in linea di principio riguardare tutti i tipi di prestito, indipendentemente dalla forma istituzionale del prestatore.
Poiché i fondi di investimento, i fondi del mercato monetario e altri istituti finanziari rappresentano un'importante fonte di finanziamento all'ingrosso per il settore bancario, è importante monitorare i flussi di liquidità dell'intero sistema finanziario dell'UE e garantire un'analisi coerente dei rischi di liquidità a livello generale.
Infine, per far fronte al rischio che gli incidenti informatici abbiano serie conseguenze finanziarie, oltre a quelle operative, e incidano sulla fiducia nella capacità del sistema finanziario di fornire servizi economici critici, la vigilanza macroprudenziale deve essere estesa alla resilienza informatica. L'attuale toolkit ha una capacità limitata di sviluppare specifici mitigatori del rischio informatico e di affrontare il rischio derivante dalla crescente importanza dei fornitori terzi di tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Dovrebbero essere introdotti requisiti aggiuntivi di resilienza informatica per gli enti di importanza sistemica, per far fronte al rischio che ne deriva. Per garantire la proporzionalità, le istituzioni più piccole e con capacità inferiori potrebbero concentrarsi sul rafforzamento della sicurezza informatica. Il mandato macroprudenziale deve comprendere anche i fornitori terzi, come già previsto per la vigilanza microprudenziale nel proposto Digital Operational Resilience Act (DORA) europeo.