SOSTENIBILITA’ AZIENDALE: LA COMMISSIONE UE ADOTTA UNA PROPOSTA DI DIRETTIVA IN MATERIA DI “DUE DILIGENCE”
“Just and sustainable economy: Commission lays down rules for companies to respect human rights and environment in global value chains” PRESS RELEASE (e link correlati, 23 feb. 2022) “Proposal for a Directive on corporate sustainable due diligence and Annex” WEBPAGE DI PRESENTAZIONE (23 feb. 2022) “PROPOSAL for a DIRECTIVE OF THE EUROPEAN PARLIAMENT AND OF THE COUNCIL on Corporate Sustainability Due Diligence and amending Directive (EU) 2019/1937” COM(2022) 71 final - 2022/0051 (COD) (Feb. 23rd, 2022)
EUROPEAN COMMISSION
https://ec.europa.eu/
EUROPEAN COMMISSION – Link alla PRESS RELEASE (23 feb. 2022)
EUROPEAN COMMISSION – Link alla WEBPAGE DI PRESENTAZIONE delle norme (23 feb. 2022)
EUROPEAN COMMISSION – Link alla PROPOSTA DI DIRETTIVA (23 feb. 2022)
Il 23 febbraio scorso, la Commissione Europea ha adottato una proposta di Direttiva in materia di “corporate sustainability due diligence”. La proposta mira a promuovere comportamenti aziendali sostenibili e responsabili lungo le catene del valore di portata globale.
La Commissione sottolinea che le aziende svolgono un ruolo chiave nella costruzione di un'economia e di una società sostenibili; pertanto, sono chiamate a identificare e - ove necessario - prevenire, mitigare o eliminare gli impatti negativi delle loro attività sui diritti umani (sfruttamento dei lavoratori, lavoro minorile) e sull'ambiente (inquinamento, perdita di biodiversità). Secondo la Commissione, le nuove norme condurranno a certezza del diritto e a una condizione di level playing field, proteggendo i diritti umani in Europa; inoltre, garantiranno maggiore trasparenza a consumatori e investitori, come pure favoriranno la transizione “verde”.
Le nuove regole di due diligence si applicheranno alle seguenti società e settori:
- Imprese UE (Gruppo 1) - tutte le società a responsabilità limitata dell'UE caratterizzate da notevoli dimensioni e potere economico (con oltre 500 dipendenti e oltre 150 milioni di euro di fatturato netto in tutto il mondo);
- Imprese UE (Gruppo 2) - altre società a responsabilità limitata operanti in particolari settori “ad alto impatto”, che non raggiungono entrambe le soglie del Gruppo 1, ma sono caratterizzate da una forza lavoro superiore ai 250 dipendenti e da un fatturato netto di 40 milioni di euro (o superiore) nel mondo. Per queste società, le norme saranno applicabili due anni dopo rispetto a quanto previsto per il Gruppo 1.
- Imprese NON-UE attive nell'ambito dell’Unione europea, con soglia di fatturato allineata ai Gruppi 1 e 2, generato nell'UE.
Le piccole e medie imprese (PMI) non rientrano direttamente nell'ambito di applicazione della proposta.
La proposta si applica alle attività proprie della società, alle sue filiali e alle relative catene del valore (rapporti commerciali consolidati diretti e indiretti). Per adempiere all'obbligo di due diligence, sarà necessario I) integrare tale valore nelle politiche aziendali, II) identificare e prevenire gli eventuali impatti negativi sui diritti umani o sull’ambiente (eliminandoli/riducendoli al minimo), III) istituire e mantenere procedure di reclamo, IV) monitorare l'efficacia delle politiche e delle misure di due diligence, V) fornire pubblica informativa sulla materia.
La proposta adottata dalla Commissione sarà presentata al Parlamento Europeo e al Consiglio per l'approvazione; una volta superato tale passaggio, gli Stati membri avranno due anni per recepire la Direttiva nel diritto nazionale.