LLOYD’S: COOPERAZIONE, ANARCHIA O COMPETIZIONE? GESTIRE I RISCHI GEO-POLITICI DEL CLIMATE CHANGE IN UN MONDO CHE CAMBIA
“Shifting powers: Climate cooperation, chaos or competition? Managing geopolitical risk from the climate transition” (Lloyd’s emerging risk report 2022)
LLOYD’S
https://www.lloyds.com/
I Lloyd’s of London hanno recentemente pubblicato, nella collana Emerging Risks(1), un Report sul cambiamento climatico e i rischi di carattere geopolitico che i processi di transizione verso un’economia sostenibile comporteranno.
Il documento delinea tre scenari per valutare i rischi di carattere geopolitico:
- lo scenario della cooperazione: è un mondo nel quale i leader collaborano per la realizzazione di una transizione stabile e duratura, nella consapevolezza che solo un’azione decisa e focalizzata è in grado gestire il climate change. In questo scenario i rischi di carattere geopolitico sono minimizzati, mentre crescono i rischi di breve termine connessi al processo di trasformazione economica;
- lo scenario dell’anarchia: ciascun Paese decide di agire esclusivamente nel proprio interesse, cercando di indirizzare in proprio favore le risorse necessarie per il cambiamento del sistema produttivo. In questo scenario emerge un processo di transizione che si caratterizza per essere lento e diseguale e che nel breve termine causa limitati rischi di carattere ambientale ma, nel medio-lungo termine, provoca l’esplodere di tensioni e contraddizioni;
- lo scenario della guerra fredda (concorrenza tra Stati): prevede la creazione di blocchi di Stati accomunati da interessi convergenti, con un aumento della competizione per l’energia, la tecnologia e il dominio dei mercati. La concorrenza stimola, in questo scenario, gli investimenti in innovazione e nuove tecnologie ma, nel lungo termine, fa crescere in maniera considerevole la possibilità di crisi ambientali e geo-politiche.
Secondo i Lloyd’s, tutti gli scenari ipotizzati presentano opportunità per il settore assicurativo e le imprese dovrebbero prendere l’iniziativa.
Esempi in tal senso sono la Net zero Insurance Alliance(2) e il ruolo chiave dell’industria assicurativa nel progetto multinazionale Australia-Asia Power Link (relativo alla connessione di reti elettriche a energia sostenibile). La stessa COP 26 ha evidenziato un crescente attivismo delle imprese e dei cittadini, che va affiancarsi a quello dei Governi e delle Organizzazioni non governative.
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(1) Per un precedente della collana, si veda:
“I nuovi rischi della catena alimentare globale: Report Lloyd’s of London”,
in Panorama Assicurativo n. 192, ottobre 2019 (Sezione “NEWS”).
https://www.panoramassicurativo.ania.it/newsletter/51087/articolo/72493
(2) Alla Net Zero Insurance Alliance (NZIA) partecipano 15 dei principali assicuratori e riassicuratori mondiali, impegnati a portare i propri portafogli di investimento e di sottoscrizione a zero emissioni nette di gas a effetto serra.