“SELF-DRIVING CARS”: CHI PAGA IN CASO DI SINISTRO?
“Driverless technology and the issue of liability: who’s responsible?”
INSIDE COUNSEL
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Il rapido sviluppo della tecnologia driverless (veicoli con “guida automatica computerizzata”) sta ponendo seri interrogativi a legislatori e assicuratori, con riguardo, in particolar modo, al complesso problema della responsabilità in caso di sinistro.
Negli USA, ad esempio, quattro Stati (Nevada, Florida, California e Michigan) hanno già autorizzato esperimenti di guida computerizzata (AV – Autonomous Vehicles, definiti anche “robot cars”) sulla rete viaria pubblica.
I sostenitori della tecnologia driverless evidenziano i vantaggi che da essa deriverebbero alla collettività, soprattutto in termini di:
- maggior sicurezza – grazie, ad esempio, all’applicazione di sensori per la guida notturna, ai tempi di reattività del computer di bordo (rapidi, senza distrazioni e/o esitazioni), alla corretta condotta di guida delle “robot cars” (che farebbero diminuire l’incidenza dei sinistri per causa di affaticamento del guidatore, guida pericolosa, effetti di sostanze alcooliche/stupefacenti);
- maggior accessibilità all’uso dei veicoli – soprattutto a beneficio di anziani, portatori di handicap e persone riconosciute non più idonee alla guida (ad esempio, ipovedenti). La tecnologia driverless permetterebbe loro di ritornare “alla guida” di un veicolo, a vantaggio dell’indipendenza di movimento e della qualità di vita.
I punti in discussione in merito alla responsabilità in caso di sinistro sono molteplici e rilevanti. Ne citiamo brevemente alcuni:
- se il legislatore determinasse che la responsabilità deve rimanere strettamente in capo al proprietario del mezzo, verrebbe meno una caratteristica fondamentale della tecnologia driverless, ossia quella di permettere di assumere lo stesso atteggiamento “rilassato” del passeggero. Se, al contrario, tale responsabilità fosse posta in capo alle aziende produttrici di tali veicoli, queste ultime perderebbero ogni incentivo alla distribuzione dei mezzi. In questo senso, sarebbe necessaria almeno l’applicazione di una black box: sia per il controllo sul corretto funzionamento del computer di bordo sia per le verifiche sulla condotta di guida (sono da tenere presenti i già noti problemi di privacy legati all’uso delle scatole nere);
- la pirateria informatica costituisce un problema rilevante, in quanto si tratta di stabilire su chi ricadrebbe la responsabilità nel caso in cui una driverless car fosse oggetto di attacchi da parte di un hacker (con conseguente perdita di controllo del mezzo). Per il mercato delle assicurazioni si tratterebbe, dunque, di ampliare considerevolmente l’offerta assicurativa, per far fronte ai nuovi bisogni della clientela (cyber insurance).