Panorama Assicurativo Ania

🇪🇺 Infrastrutture, Investimenti, Solvency II

L’INVESTIMENTO DEGLI ASSICURATORI IN PROGETTI INFRASTRUTTURALI: L’IMPORTANZA DELLE NORME DI SOLVENCY II

Investing in infrastructure: overview and treatment under Solvency II FAU-Friedrich-Alexander Universiy Working Paper

Nadine Gatzert, Thomas Kosub


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Il tema del rilancio della crescita economica tramite il rafforzamento dei flussi di finanziamento di lungo termine è ormai di grande attualità, soprattutto in Europa dove, alle difficoltà della finanza pubblica, si associano fenomeni di vero e proprio credit crunch. Forte interesse è emerso di recente nei confronti del ruolo che, in proposito, possono svolgere le imprese di assicurazione, tipicamente investitori istituzionali con orizzonti di lungo periodo. Nel paper si illustrano le caratteristiche di rischio e di durata degli investimenti in opere infrastrutturali, illustrandone il trattamento dal punto di vista dei requisiti patrimoniali previsti, per le imprese di assicurazione, da Solvency II.

In uno scenario, come quello attuale, caratterizzato da bassi tassi di interesse e mercati finanziari molto volatili, gli investimenti in opere infrastrutturali sono sempre più di attualità nell’industria assicurativa.

Allianz, per esempio, ha deciso recentemente di investire in parcheggi nella città di Chicago ed ha partecipato, con un investimento di circa 660 milioni di euro, in una rete di trasporto del gas in Norvegia. Munich Re, lo scorso gennaio, ha annunciato il futuro investimento in parchi eolici in Francia, allo scopo di diversificare il proprio portafoglio con rischi controllabili e rendimenti interessanti.

I benefici che possono derivare dall’investimento in infrastrutture, comunque, dipendono fortemente dalle caratteristiche dei progetti e dal tipo di strumenti finanziari tramite i quali viene effettuato l’investimento.

Dal punto di vista degli assicuratori,  di fondamentale importanza è il trattamento che a questa tipologia di attivi verrà riservato da Solvency II, il futuro regime europeo di vigilanza prudenziale.

Gli autori effettuano una rassegna delle caratteristiche fondamentali  - in termini di rischio, durata e altri aspetti – degli investimenti infrastrutturali e analizzano il trattamento delle diverse tipologie di infrastrutture in base alle regole di Solvency II.

Emerge dall’analisi che il livello dei requisiti patrimoniali a carico delle imprese di assicurazione dipende dal “veicolo” con cui viene  effettuato l’investimento infrastrutturale: se quest’ultimo si realizza attraverso titoli non quotati di tipo azionario, i requisiti saranno decisamente più elevati di quelli previsti, ad esempio, per investimenti in bond o di natura immobiliare.

La formula standard di Solvency II non distingue i differenti settori in cui si investe, per cui un modello interno parziale potrebbe essere utile per cogliere meglio le effettive caratteristiche di rischiosità dell’investimento.

Gli autori segnalano anche la necessità  - considerata l’elevata eterogeneità delle opere infrastrutturali – di effettuare una valutazione qualitativa del rischio, che tenga conto anche dei profili di natura politica, regolamentare e tecnologica delle varie iniziative.

In ogni caso, per trarre conclusioni definitive sull’attrattività di questa categoria di investimenti, è necessario svolgere ulteriore lavoro di ricerca per determinare i più corretti requisiti patrimoniali e identificare i relativi profili di rischio-rendimento, distinguendo chiaramente tra i vari tipi di investimento e di settore.