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UN APPROCCIO ALTERNATIVO PER LA GESTIONE DEL RISCHIO DI ALLUVIONI NEGLI STATI UNITI

Catastrophe Model Based Quantification of Riverine and Storm Surge Flood Risk in Texas Working Paper, 2013-01

Jeffrey Czajkowski, Howard Kunreuther, Erwann Michel-Kerjan


THE WHARTON SCHOOL - UNIVERSITY OF PENNSYLVANIA
http://opim.wharton.upenn.edu/


Link al Working Paper


 

La copertura del rischio di alluvioni negli Stati Uniti è demandata a un programma governativo (NFIP) istituito nel 1968. Il Programma aveva la funzione di sopperire alla mancanza di offerta di coperture assicurative private, situazione dovuta all’incertezza nella quantificazione dei rischi connessi alle alluvioni, che ha da sempre disincentivato l’intervento delle compagnie assicuratrici nel settore.

Tuttavia -  nel corso degli ultimi decenni - lo sviluppo di nuove metodologie di valutazione del rischio ha permesso di elaborare modelli di previsione dei rischi catastrofali,  che possono supportare validamente l’offerta di coperture da parte degli operatori privati.

Oggetto di questo studio è un approccio metodologico innovativo,  finalizzato alla quantificazione dei premi puri per l’assicurazione dei rischi di alluvione.

L’approccio proposto si basa sull’interazione fra fattori quali l’incertezza nella manifestazione dell’evento, l’esposizione al rischio potenziale e la vulnerabilità del bene assicurato. Il modello proposto è stato applicato a un campione di dati relativi a 300.000 abitazioni unifamiliari dislocate in due contee dello Stato del Texas.

Le analisi condotte dimostrano innanzitutto che, in media, si ha una notevole variazione nel grado di esposizione al rischio fra zone costiere e zone interne, anche nell’ambito di aree che, secondo la FEMA(*), risultano omogenee in termini di rischiosità.

Inoltre, nell’ambito della stessa contea si identificano zone con livelli di esposizione al rischio estremamente differenziati, differenze recepite poco o male nell’approccio seguito da FEMA.

Infine, gli autori dimostrano come nelle zone geografiche osservate esistano aree esposte al rischio di tempeste che non sono considerate tali da FEMA.

Tutte queste distonie rendono il funzionamento del NFIP poco efficiente, specie in un’ottica di lungo periodo. I risultati dell’analisi compiuta possono essere utili per avviare una riforma del sistema.

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 (*) L’Agenzia governativa per la gestione delle emergenze che gestisce il NFIP.