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Fondi pensione

“PENSION MARKET IN FOCUS” DELL’OCSE: I FONDI PENSIONE TRA CRISI E RIPRESA

Pension fund assets struggle to return to pre-crisis levels

OECD


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Lo scorso 13 luglio l’OCSE ha pubblicato l'ultima edizione di “Pension Markets in Focus”.

Gli effetti della crisi economica e finanziaria sui fondi pensione pubblici e privati sono ancora visibili.
In particolare, le perdite sugli attivi sofferte nel 2008 non sono ancora completamente superate. Infatti, i fondi pensione hanno recuperato solo 1.500 miliardi di dollari su 3.500 miliardi di perdite subite nel 2008, sebbene già nel 2009 si sia assistito ad aumenti sostanziali delle performance degli investimenti e a un leggero recupero nei livelli di funding per alcuni fondi a prestazione definita.

Fuori dalla zona OCSE, i fondi pensione hanno sofferto meno nel 2008 e hanno recuperato più rapidamente nel 2009, con valori degli asset al dicembre 2009 che superavano quelli di fine 2007.

Il rapporto tra il valore degli asset dei fondi pensione e il PIL è cresciuto, passando nella media dei Paesi OCSE dal 60,3% del 2008 al 67,1% del 2009. Si segnala la performance dell’Olanda, che ha incrementato il valore dei propri asset di 17,1 punti percentuali, passando da 979 miliardi a oltre 1028 miliardi di dollari.

I fondi pensione di matrice pubblica hanno registrato risultati positivi nel 2009 e, alla fine dell'anno, molti di essi registravano valori degli asset vicini a quelli di fine 2007 (grazie a strategie di investimento più prudenti).

Oltre agli indicatori di performance, questa edizione di “Pension Markets in Focus” presenta dati più dettagliati di stock e di flusso degli investimenti dei fondi pensione. I dati di flusso indicano che i fondi pensione in alcuni paesi hanno agito in modo anticiclico durante il biennio 2008-2009, impegnandosi nell’acquisto di azioni mentre i mercati scendevano e riducendo l'intensità di tali acquisti quando i mercati recuperavano. Tuttavia, in altri paesi è stato riscontrato il comportamento opposto e questo sarebbe in contraddizione rispetto al loro ruolo di stabilizzatori del mercato.