LE RIFORME DEI SISTEMI PENSIONISTICI NEI PAESI OCSE: UNA PANORAMICA
Organisation for Economic Co-operation and Development
Il tema della riforma delle pensioni è da tempo al centro dell’agenda politica dei paesi OCSE.
Ciò non è sorprendente se si pensa che, nel 2005, circa il 7% del PIL in tali paesi è stato destinato alla spesa pensionistica e che questa quota di spesa è prevista aumentare sensibilmente negli anni a venire, in seguito al processo di invecchiamento della popolazione.
Il paper presenta un quadro riassuntivo delle riforme dei sistemi pensionistici effettuate nei trenta paesi aderenti all’organizzazione di Parigi.
Quasi tutti i paesi hanno realizzato qualche intervento sulla previdenza; in sedici di essi la riforma è stata radicale.
Le riforme sono per lo più state rivolte all’aumento dell’età pensionabile, a modificare i criteri di calcolo degli assegni pensionistici e a ridurre i sistemi di indicizzazione delle prestazioni già in essere. Tutti interventi che testimoniano un chiaro trend verso promesse pensionistiche, per gli attuali lavoratori, inferiori rispetto a quelle delle passate generazioni.
Il paper illustra, inoltre, le diverse opzioni adottate nei paesi OCSE per incentivare la previdenza integrativa, sia a livello collettivo sia a livello individuale.
Secondo l’OCSE, i risultati ottenuti nel campo delle riforme pensionistiche sono complessivamente positivi, anche se permangono cinque aree problematiche:
— alcuni paesi hanno bisogno di riforme ancor più radicali;
— alcune riforme sono troppo lente nell'entrare a regime;
— la previdenza integrativa volontaria potrebbe essere in molti casi insufficiente a garantire un tasso di sostituzione pensionistico adeguato;
— molti paesi continuano a permettere il pensionamento anticipato prima dei 65 anni;
— la struttura attuale di alcuni sistemi previdenziali potrebbe aumentare il rischio di povertà per i lavoratori a basso reddito.