COMMISSIONE UE: LINEE GUIDA SUI PIANI NAZIONALI DI SALVATAGGIO PER LE ISTITUZIONI FINANZIARIE
Commissione Europea
http://www.europa.eu.int/comm/index_it.htm
Lo scorso 13 ottobre la Commissione Europea ha pubblicato alcune direttive, disponibili in allegato, sui piani di salvataggio nazionale per le istituzioni finanziarie in crisi.
L'introduzione di tali linee guida europee in materia di aiuti di Stato è arrivata in concomitanza alla presentazione - da parte della Francia, della Germania e del Regno Unito - di piani nazionali di considerevole entità, volti a sostenere le banche in difficoltà.
La Francia ha presentato un piano di 360 miliardi di euro, costituito da garanzie di credito e da fondi provenienti da prestiti. La Germania ha annunciato li stanziamento di 500 miliardi di euro per il settore bancario, un importo costituito da garanzie di credito e da conferimenti di capitale. Il Regno Unito ha sostenuto, con un importo pari a 37 miliardi, tre delle più grandi istituzioni finanziarie del paese.
I principi alla base di queste misure sono quelli stabiliti nel vertice europeo di domenica 12 ottobre:
- garanzie di Stato per le nuove emissioni delle banche;
- nuovi conferimenti di capitali nelle banche europee;
- copertura dei prestiti interbancari per aumentare la liquidità;
- nuove norme contabili volte a sospendere temporaneamente la contabilità del "mark-to-market" (valorizzazione al prezzo di mercato).
Secondo le direttive, l'intervento pubblico dovrà protrarsi per un periodo sufficiente a far fronte alla crisi attuale dei mercati finanziari. I sistemi di garanzia saranno autorizzati per un periodo massimo di due anni, con possibilità di estensione (previa approvazione) da parte della Commissione e, comunque, fintanto che la crisi dei mercati finanziari rende necessario tale intervento.
La portata degli aiuti di Stato dovrà essere limitata, allo scopo di evitare vantaggi ingiustificati per gli azionisti delle istituzioni finanziarie. Pertanto, i singoli governi dovranno assicurarsi che ogni banca che opera sul territorio abbia accesso alle misure di salvataggio, quale che sia la sua nazionalità.
Oltre al principio di non discriminazione, le direttive esigono anche che le banche usufruttuarie di aiuti di Stato paghino una remunerazione adeguata per i fondi ricevuti.