Panorama Assicurativo Ania

Pensione di vecchiaia

BELGIO: L’ASSEGNO PER LE VACANZE È DA ASSIMILARE ALLA PRESTAZIONE PRINCIPALE


Corte di Giustizia
http://curia.eu.int/




Con la sentenza del venti gennaio scorso la Corte di Giustizia si è pronunciata sulla questione pregiudiziale C-101/04, ex art. 234 del Trattato CE, sollevata dal giudice del rinvio belga, in merito all’interpretazione di alcune disposizioni del regolamento CEE n.1408/71 relative all’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, autonomi e ai loro familiari che si spostano all’interno della Comunità.

Tale pronuncia prendeva origine dalla controversia esistente tra il signor Noteboom e l’Ente di previdenza belga (Rijksdienst voor Pensioenen), in merito al riconoscimento di un assegno per le vacanze versato ai pensionati.

Il signor Noteboom, cittadino belga, ha lavorato in Olanda e ha mantenuto la propria residenza in Belgio. L’anno prima di raggiungere il diritto al pensionamento venne a trovarsi nello status di disoccupato percependo per quel periodo l’indennità di disoccupazione secondo quanto previsto dalla normativa belga in materia.

Dal 1° gennaio 1999 egli divenne titolare di una pensione di vecchiaia in Belgio e sempre nello stesso anno l’Ente previdenziale belga gli versò una somma a titolo di assegno per le vacanze, salvo poi chiederne la restituzione perché considerata indebitamente versata.

Il signor Noteboom decise il 14 settembre dello stesso anno di ricorrere avverso tale decisione dell’Ente previdenziale belga rivolgendosi al giudice del rinvio, giustificando la sua richiesta a percepire tale somma in quanto egli beneficiò ininterrottamente di prestazioni di disoccupazione durante l’anno che ha preceduto quello nel corso del quale egli raggiunse il diritto alla pensione di vecchiaia.

L’Ente previdenziale dal canto suo sosteneva che il ricorrente non soddisfaceva le condizioni previste dalla legge belga, in quanto la disoccupazione non seguiva un periodo di attività lavorativa durante la quale l’interessato era soggetto al regime previdenziale belga. Secondo l’Ente il vero debitore era lo Stato membro in cui egli ha svolto l’attività lavorativa e in cui la disoccupazione è insorta, nella fattispecie l’Olanda ed inoltre sosteneva che l’assegno per le vacanze non rappresenterebbe una pensione ma una prestazione ad hoc non rientrando nell’ambito di applicazione, ratione materiae, del regolamento n.1408/71.

Il giudice del rinvio rammentando la giurisprudenza della Corte in materia affermò che:
- la sfera di applicazione ratione materiae della normativa belga coinciderebbe con quella relativa al diritto alla pensione di vecchiaia e superstiti e che l’assegno per le vacanze viene attribuito a tutti i pensionati, e solo ad essi;
- le risorse per il finanziamento dell’assegno per le vacanze dei pensionati sarebbero esattamente le stesse che servono al finanziamento delle pensioni di vecchiaia e superstiti;
- come la pensione di vecchiaia, l’assegno per le vacanze che accompagna tale pensione sarebbe attribuito a persone che a causa della loro età non devono più tenersi a disposizione dei servizi per l’impiego. Le prestazioni permetterebbero a tali persone di sopperire ai loro bisogni;
- tuttavia, l’assegno per le vacanze sarebbe appunto una somma forfettaria che non ha alcun rapporto con la somma dei salari guadagnati o con i periodi di assicurazione compiuti.

Il giudice del rinvio sulla base dell’ultima alinea decise di sospendere la decisione e di sottoporre la questione al giudizio della Corte di Giustizia.

Il giudice europeo, pronunciandosi sulla controversia, ha affermato che l’assegno per le vacanze costituisce una prestazione previdenziale di vecchiaia ai sensi del regolamento n.1408/71 ed inoltre che l’Ente previdenziale belga deve, ai fini della concessione di una prestazione come quella in esame nella causa principale, prendere in considerazione un periodo di disoccupazione completo nel corso del quale l’ex lavoratore dipendente ha beneficiato di prestazioni di disoccupazione ai sensi dello stesso regolamento, come se tale lavoratore fosse stato assoggettato nel corso della sua ultima occupazione alla legislazione del paese di residenza.