Gilberto CASTELLANI, Franco MORICONI, Massimo DE FELICE
“An Optimality Approach to the Application Ratio for the Matching Adjustment in the Solvency II Regime” (9 ottobre 2012)
Solvency II, Matching adjustment
Fra le misure anticicliche previste da Solvency II vi è il cosiddetto "aggiustamento di congruità", o Matching Adjustment, che consente alle imprese - previa autorizzazione della Vigilanza - di applicare alla curva dei tassi “risk-free”, da utilizzare per il calcolo delle riserve tecniche, una maggiorazione determinata sulla base dei rendimenti degli attivi che esse hanno in portafoglio.
Fino ad oggi il Matching Adjustment è stato utilizzato, sostanzialmente, solo in alcuni Paesi europei (in pratica, Regno Unito e Spagna), a causa delle condizioni rigorose che ne limitano l’impiego. Nel paper si propone un approccio ottimale per la definizione dell’ammontare effettivamente utilizzabile di tale aggiustamento, il che può assumere rilevanza in vista dell’ormai imminente Review di Solvency II da portare a termine entro il 2020.

 

Nel presente paper, pubblicato originariamente nel 2012, sono contenuti alcuni concetti rilevanti in vista della revisione di Solvency II da compiere entro il 2020, revisione che avrà come oggetto anche le misure anticicliche applicabili ai prodotti con garanzie di lungo termine (“Long-Term Guarantees Measures”).

Oggetto del lavoro è la definizione di un approccio ottimale per la determinazione di un Application Ratio per il Matching Adjustment previsto da Solvency II. Tale aggiustamento, come noto, viene applicato - al ricorrere di certe condizioni - al tasso di interesse privo di rischio al fine di calcolare il valore attuale delle passività assicurative.

L’Application Ratio è un coefficiente che definisce quanta parte del Matching Adjustment massimo può essere utilizzata per la valutazione delle riserve tecniche.

Gli Autori, dunque, propongono un algoritmo di ottimizzazione che consente una determinazione affidabile dell’Application Ratio, in grado di definirne il valore massimo data la struttura del portafoglio di attività e passività dell’impresa. Tale valore corrisponde al livello minimo delle perdite che l’impresa sosterrebbe in conseguenza della vendita forzata di titoli in portafoglio.

Dimostrano che, in base a ipotesi predeterminate, l’obiettivo di ottimizzazione assume la forma di un problema di programmazione lineare, che può essere agevolmente risolto tramite procedure numeriche standardizzate.

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