“Catastrophe insurance – Higher insurance penetration usually speeds recovery from natural disasters, but not in the US due to a fragmented insurance market, says new report from the Centre for Risk Studies at Cambridge Judge Business School”
"Optimizing Disaster Insurance" - The role of insurance capital in improving economic resilience (REPORT)
UNIVERSITY OF CAMBRIDGE - Judge Business School - https://www.jbs.cam.ac.uk/
AXA - XL Reinsurance - https://axaxl.com/reinsurance
Calamità naturali, Protection gap


Un recente report, curato dall'Università di Cambridge  (Centre for Risk Studies -  CCRS) e AXA XL, esamina una delle maggiori sfide che devono affrontare l’industria assicurativa globale e le società in generale, ossia il significativo gap tra danni economici e danni assicurati, comunemente noto come gap di protezione.

Questo divario esiste in modo prominente nei Paesi in via di sviluppo, comprese alcune delle regioni più esposte a disastri frequenti e gravi. Forse più sorprendentemente, un importante gap di protezione persiste anche in alcuni dei Paesi più sviluppati, dove molte persone scelgono ancora di fare a meno delle coperture assicurative contro i rischi catastrofali.

Poiché il divario di protezione continua ad ampliarsi, diventa sempre più necessario uno sforzo collettivo da parte di industria assicurativa, Governi, organizzazioni internazionali, mondo accademico, per porre rimedio alla situazione e rafforzare la resilienza.

Di seguito, alcune evidenze del Report:

  • ogni punto percentuale di aumento della penetrazione assicurativa (premi danni sul PIL di un Paese) riduce i tempi di ripresa dell’economia di quasi 12 mesi;
     
  • gli eventi in Paesi con un'elevata penetrazione assicurativa (dal 3% al 4% del PIL, fra i quali l’Europa occidentale, il Giappone, l’Australia, la Corea del Sud) hanno un tasso di recupero medio inferiore a 12 mesi, mentre i Paesi con una penetrazione assicurativa molto bassa (ad esempio, Bangladesh, Haiti, Nepal,Filippine) hanno un tasso di recupero di oltre 4 anni;
     
  • gli Stati Uniti rappresentano un’anomalia: godono di una penetrazione assicurativa molto elevata (superiore al 4%) ma la natura frammentata delle coperture (in particolare contro le alluvioni), la tipologia di risposta ai disastri e l’entità dei danni hanno portato a un tasso di recupero medio di poco più di 3 anni (ad esempio, nei casi dei maggiori eventi, come Andrew, Great Mississippi e Missouri Floods, Northridge, Katrina, Sandy);
     
  • la qualità della ripresa per i Paesi con una penetrazione assicurativa molto alta è più elevata rispetto ai livelli pre-evento e il contrario è vero per i Paesi con una penetrazione assicurativa inferiore, sebbene le differenze siano piuttosto piccole. Esiste un potenziale di sviluppo dei prodotti assicurativi in termini di “ricostruzione su basi migliori”;
     
  • la ripresa economica è più rapida della ripresa sociale in quasi il 60% dei casi ed è particolarmente pronunciata nei primi sei mesi dopo l’evento. Spiccano, da un lato, i risultati che si riscontrano per le alluvioni del 2013 in Germania, con oltre 600.000 soggetti colpiti e 80.000 sfollati che si sono ripresi entro 12 mesi, e, dall’altro, ad Haiti, che ha subito un terremoto nel 2010 da cui deve ancora riprendersi;
     
  • la velocità e la qualità del recupero non si escludono a vicenda: il CCRS ha identificato un numero di Paesi che raggiungono sotto entrambi i casi risultati soddisfacenti.
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