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“Retail security in Italy. A study on thefts, robberies and new security solutions”
Criminalità, Furto


Crime&tech, società spin off del Centro Transcrime dell’Università Cattolica di Milano, in collaborazione con il Laboratorio per la sicurezza e Checkpointsystem, ha recentemente pubblicato un’indagine sui furti negli esercizi commerciali in Italia.

Nel 2016 il taccheggio ha rappresentato l’1,1% del fatturato delle imprese commerciali, una cifra pari a 2,3 miliardi di euro.

Le tipologie di esercizi commerciali maggiormente colpiti sono quelli di abbigliamento, i negozi sportivi, quelli di scarpe e accessori, la grande distribuzione e, infine, i market presso i distributori di benzina.

I risultati sembrano indicare una certa diminuzione del fenomeno dei furti, anche se settori come quelli del lusso o dei cosmetici continuano a registrare un numero elevato di episodi criminosi.

Campania (1,4% del valore), Puglia (1,4%) ed Emilia Romagna (1,3%) sono le regioni nelle quali l’incidenza dei furti sul fatturato degli esercizi commerciali risulta più elevata.

I furti tendono a essere più numerosi e più rilevanti economicamente nei negozi all’interno dei grandi centri commerciali. Stanno inoltre aumentando i furti perpetrati da organizzazioni, magari anche di sole due o tre persone.

La maggior parte dei furti risulta commessa da uomini di età compresa fra i 18 e i 25 anni e fra i 26 e i 40 anni; per le donne la frequenza è maggiore nella fascia compresa tra 26 e 40 anni. Con riguardo alla nazionalità, gli autori provengono in maggior misura dell’Europa orientale.

Tra gli oggetti più frequentemente rubati vi sono i piccoli oggetti di elevato valore, di design popolare tra i consumatori.

STATISTICHE