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“European Asset Allocation Survey - XVII edizione”
"Mercer European Asset Allocation Survey - in tutta Europa è un momento di grande attenzione per gli investimenti sostenibili"
(COMUNICATO STAMPA, 2 luglio 2019)
Fondi pensione, Investimenti, ESG


Il tema della sostenibilità guadagna sempre maggiore attenzione tra gli investitori istituzionali europei, secondo l'indagine Mercer European Asset Allocation Survey 2019, con il 55% degli investitori istituzionali che ora prende in considerazione i rischi ambientali, sociali e di governance (ESG) come parte del proprio processo decisionale di investimento; il dato è in sensibile crescita rispetto al 40% rilevato nel 2018.

I protagonisti dell’indagine sono gli investitori istituzionali europei, che si sono espressi su questo e altri temi di investimento all’interno della ricerca internazionale “Mercer Asset Allocation Survey 2019”, che analizza le tendenze dell’asset allocation dei grandi investitori istituzionali, fondi pensione in particolare. Giunta quest’anno alla 17esima edizione, l’indagine ha coinvolto 876 portafogli europei, rappresentativi di 12 Paesi, per un totale di oltre 1.000 miliardi di euro di asset.

L’Italia pesa per l’8% del campione, grazie alla partecipazione all’indagine di casse di previdenza (con un peso pari al 23%), fondi pensione (sia negoziali che preesistenti, con un peso pari al 67% del campione) e fondazioni di origine bancaria (10%), con spunti quantitativi e qualitativi circa le proprie scelte di allocazione strategica e tattica.

Oltre alle informazioni sulle strategie di investimento, l’indagine traccia l’integrazione dei fattori ESG all’interno del processo d’investimento degli Istituzionali, così come le motivazioni a supporto e le iniziative prese in tal senso.

Il confronto tra il campione europeo e quello italiano evidenzia le peculiarità del mercato nazionale.
L’85% del campione italiano dichiara di considerare i temi ESG nell’attività di investimento. Questo dato, in significativa crescita rispetto all’edizione precedente, è superiore a quello medio europeo, che si ferma al 55% (i dati 2018 si attestavano su valori meno importanti, pari al 46% e 40% rispettivamente).

STATISTICHE