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“Relazione annuale" - anno 2018 (31 maggio 2019)
Investitori istituzionali


La Relazione annuale di Bankitalia - pubblicata lo scorso 31 maggio -  dedica una sezione, come di consueto,  all’attività degli investitori istituzionali.

Nel 2018 – segnala la Banca Centrale – la raccolta netta dell’industria del risparmio gestito si è ridotta in misura rilevante rispetto all’anno precedente. I fondi comuni di diritto italiano, le assicurazioni, i fondi pensione e le gestioni patrimoniali hanno raccolto complessivamente risorse per circa 16 miliardi di euro. Il calo è dovuto principalmente alle tensioni sui mercati finanziari che si sono verificate nella seconda metà dell’anno.

I flussi netti sono diminuiti fortemente per i fondi comuni, aumentati per le assicurazioni e rimasti pressoché stabili per le gestioni patrimoniali e per i fondi pensione.

Tra i fondi comuni di diritto italiano, quelli aperti – che rappresentano il 77% del patrimonio complessivo – hanno registrato una raccolta netta negativa (-2,5 miliardi).

I fondi PIR di diritto italiano, che nel 2017 avevano contribuito per il 55% alla raccolta complessiva dei fondi aperti italiani, hanno registrato un forte calo delle sottoscrizioni nette, scese da 9,4 miliardi nel 2017 a 4 miliardi nel 2018. Da gennaio dell’anno in corso, in attesa dell’attuazione delle modifiche alla normativa introdotte con l’ultima legge di bilancio, la raccolta si è pressoché arrestata ed è limitata ai soli fondi PIR costituiti prima dell’introduzione delle nuove regole.

La raccolta netta del settore assicurativo è aumentata sia nei rami vita sia nei rami danni a 29 e 12 miliardi, rispettivamente. A differenza di quanto avvenuto nel settore dei fondi comuni, le sottoscrizioni nette di polizze da parte delle famiglie sono rimaste elevate; nel comparto vita oltre il 55% delle sottoscrizioni ha riguardato i prodotti di tipo tradizionale, molti dei quali offrono rendimenti minimi garantiti.

I flussi di risorse verso le gestioni patrimoniali sono stati pari a 4,5 miliardi, riconducibili principalmente ai mandati delle compagnie assicurative. Gli investimenti delle famiglie in tali prodotti sono diminuiti.

La percentuale delle attività finanziarie delle famiglie italiane gestite dagli investitori istituzionali è lievemente aumentata rispetto al 2017, pur rimanendo inferiore alla media dei Paesi dell’area dell’euro e ai livelli del Regno Unito e degli Stati Uniti; tale divario è riconducibile essenzialmente alla minore quota di attività finanziarie affidate alla gestione dei fondi pensione.

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