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Kenji FUJIKI
“Etude prospective des impacts sociaux d’une inondation majeure en région Ile-de-France. Disparités socio-spatiales dans la prise en charge des populations franciliennes en situation de crise et post-crise: une analyse cartographiée et quantifiée des besoins des ménages, de l’évacuation à la reconstruction”
Calamità naturali, Alluvioni


Una recente tesi di dottorato dell’Università di Lione è stata dedicata alla valutazione degli impatti sociali di un grande evento alluvionale nella regione francese dell’Ile-de-France, ove per impatti sociali si intendono gli effetti sulla popolazione e sulle relative condizioni di vita.

Gli obiettivi del lavoro sono di triplice natura:

  • valutazione dei bisogni sociali nell’ipotesi di un’evacuazione di massa;
     
  • studio qualitativo delle capacità delle Autorità di provvedere alle necessità della popolazione colpita in una situazione di crisi;
     
  • mappatura degli impatti sociali di lungo termine e valutazione delle esigenze di ripresa e ricostruzione.

Il lavoro è basato sull’evidenza tratta da episodi catastrofali del passato, che consentono di identificare alcuni predittori del comportamento della popolazione durante e dopo l’evento. L’analisi porta alla definizione di alcuni indici rappresentativi della capacità della popolazione di evacuare e di trovare autonomamente un riparo, nel breve termine, e di ritornare a condizioni di normalità nel più lungo termine. Tali indici sono incrociati con i dati relativi al rischio e applicati ad alcuni scenari catastrofali.
Dati qualitativi (tratti da interviste o materiale scritto) sono poi valutati e interpretati al fine di identificare i mezzi e le strategie delle Autorità locali e regionali per prendersi cura della popolazione durante una grave alluvione.

Confrontando i mezzi a disposizione con i bisogni sociali identificati è così possibile stimare gli impatti sociali di un’alluvione nella regione considerata.

I principali risultati sono i seguenti:

  • nel breve termine, durante l’alluvione, fino a 700.000 persone potrebbero dover essere evacuate e 120.000 sarebbero i rifugiati nell’ipotesi di un’alluvione simile a quella del 1910 (con probabilità di verificarsi ogni 100 anni);
  • nel lungo termine, molte infrastrutture cruciali per la vivibilità possono essere danneggiate, con differenze geografiche rilevanti;
     
  • una dozzina di municipalità con più di 10.000 abitanti subirebbe danni superiori al 30% delle loro strutture e infrastrutture, alcune evidenziando una ridotta capacità di ripresa e di ricostruzione;
     
  • le fasce di popolazione che si rivelano vulnerabili durante la fase di evacuazione possono non essere le più vulnerabili durante la fase di messa in sicurezza, ripresa o ricostruzione.
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