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“La digitalizzazione della consulenza in materia di investimenti finanziari” (Quaderno FinTech n. 3, gennaio 2019)
Gruppo di lavoro CONSOB, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università Bocconi, Università di Pavia, Università di Roma ‘Tor Vergata’, Università di Verona
CONSOB – COMMISSIONE NAZIONALE PER LE SOCIETÀ E LA BORSA
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FinTech

 

CONSOB ha recentemente pubblicato un Quaderno FinTech dedicato al tema della consulenza automatizzata in materia di investimenti finanziari (robo advice) in Italia.

La consulenza automatizzata è in forte espansione e le Autorità nazionali, insieme alle istituzioni internazionali, stanno prestando molta attenzione al tema, adeguando i presidi normativi esistenti alle innovazioni derivanti dall’automazione.

Il lavoro effettua una ricognizione del fenomeno in Italia e valuta i possibili profili di attenzione per la tutela dell’investitore retail.

Per lo studio sono stati raccolti dati e informazioni nel corso di incontri dedicati e mediante apposito questionario. Nel complesso, hanno partecipato su base volontaria, grazie alla collaborazione di Abi, Ascofind e Assoreti, 20 operatori italiani, di cui:

  • dieci banche (gruppi universali o banche-reti) attive nell’offerta di servizi di investimento tramite piattaforme online;
     
  • sei provider di servizi online dedicati anche agli investitori retail;
     
  • un asset manager che offre servizi online dedicati agli investitori professionali;
     
  • tre software house (specializzate nell’offerta di applicativi informatici o chatbot destinati a supportare il consulente in una o più fasi della prestazione del servizio). 

Il lavoro si articola in due parti: la prima riporta le informazioni e i dati raccolti nell'ambito della ricognizione sull'offerta di consulenza automatizzata in Italia, la seconda indaga le caratteristiche della consulenza automatizzata rispetto al quadro normativo esistente.

I dati raccolti mostrano che l'offerta di robo advice sta iniziando a muovere i primi passi anche nel mercato italiano, con caratteristiche che la rendono soltanto in parte paragonabile a quella maturata in altri contesti.

L'analisi giuridica suggerisce un atteggiamento di tipo wait and see, in cui possono eventualmente trovare applicazione strumenti di soft-regulation (ad esempio, linee-guida), e un approccio di vigilanza di tipo forward-looking, coerentemente con i principi individuati dal Parlamento e dalla Commissione europea.

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