Zsolt DARVAS, Dirk SCHOENMAKER
“Institutional Investors and Development of Europe’s Capital Markets”
Investitori istituzionali, Capital Markets Union

 

Gli investitori istituzionali, in quanto soggetti professionali, detengono generalmente portafogli di titoli negoziabili diversificati geograficamente. Per tale ragione, gli investitori possono contribuire, ad esempio, all'integrazione finanziaria e alla condivisione dei rischi nell'Unione europea dei mercati dei capitali. Le attività gestite da investitori istituzionali nel vecchio Continente (fondi pensione, compagnie assicurative e fondi comuni di investimento) sono aumentate significativamente negli ultimi quindici anni.

La propensione verso investimenti azionari domestici (“equity home bias”) nei Paesi dell'area dell'euro, nonché in Danimarca, Svezia e Regno Unito, è inferiore rispetto a quanto si riscontra nei nuovi Stati membri dell'UE e nei Paesi avanzati non appartenenti all’Unione. L'area euro presenta caratteristiche uniche in termini di investimenti in titoli di debito: la preferenza per gli emittenti nazionali è più bassa, mentre quella per gli emittenti dell'area nel suo complesso è più alta. Ciò può essere spiegato dall'assenza di rischio valutario all'interno dell'area euro e indica una forte integrazione nel mercato del debito del Continente.

Gli Autori calcolano anche l’“home bias” per l'aggregato dell'area dell'euro come se essa fosse un singolo Paese. Si rileva una notevole somiglianza tra l'area euro nel suo complesso e gli Stati Uniti in termini di “home bias” azionario, mentre il fenomeno è più elevato negli Stati Uniti  - rispetto all'intera area euro -  per quanto riguarda i titoli obbligazionari. Questo risultato indica la presenza di una condivisione del rischio nei mercati dei capitali dell'area euro, sia sul lato azionario sia su quello obbligazionario.

Infine, si sottopone a test l'ipotesi che quanto più grande è il patrimonio gestito dagli investitori istituzionali, tanto minore è l’“home bias” e, quindi, maggiore è la possibilità di condivisione dei rischi. I risultati forniscono un forte supporto per questa ipotesi principale. Si osserva anche che la crescita degli investitori istituzionali stimola i mercati dei capitali. Tale sviluppo dei mercati finanziari europei, combinato con la migrazione delle attività da Londra all'UE27 a seguito della Brexit, obbliga i responsabili politici a rimodellare l'architettura finanziaria per i mercati dei capitali dell'UE.

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