Christian PFISTER
“Fiscalité de l'épargne et choix de portefeuille des ménages français” (Document de travail n° 699)
Risparmio, Fiscalità

 

La Francia, insieme al Regno Unito, è uno dei Paesi europei in cui la fiscalità del risparmio è più gravosa (6% del PIL nel 2016, contro una media del 3,8% nell’Unione europea e del 3,5% nella zona euro). L’elevato livello di imposizione riflette il forte aumento del prelievo fiscale sui redditi di capitale verificatosi dopo la grande crisi finanziaria.

Partendo da queste considerazioni, nel documento ci si interroga in primo luogo, alla luce della teoria economica, su quali siano le caratteristiche che dovrebbe avere la fiscalità del risparmio delle famiglie nel Paese transalpino.

Si valuta, in secondo luogo, l’impatto della fiscalità sull’allocazione degli investimenti e sul finanziamento dell’economia.  Sotto questo secondo profilo, è confermata l’importanza del ruolo svolto dal regime fiscale – insieme ad altri fattori, quali il profilo di rischio/rendimento degli attivi, il livello di conoscenza finanziaria, gli aspetti regolamentari – nel determinare l’asset allocation dei risparmiatori francesi.

In effetti, gli investimenti finanziari delle famiglie francesi vedono un ampio favore verso i prodotti che godono di un trattamento fiscale privilegiato. Ad esempio, mentre l’assicurazione vita e le forme di risparmio regolamentato rappresentavano nel 2000 il 44% dello stock di attività finanziarie (rispettivamente, il 27% e il 17% del totale), nel 2017 sono arrivate a costituire il 54% (rispettivamente, il 39% e il 15%).
Sempre a titolo esemplificativo, le conseguenze sulla composizione dei portafogli finanziari delle famiglie dall’introduzione di un prelievo forfettario unico (che avvicina il sistema fiscale francese a quello vigente nei Paesi nordici), valutate dall’Autore con un modello apposito, sembrano dar luogo - nel lungo termine -  a una sostituzione degli investimenti in azioni a quelli in assicurazioni vita, PEP e titoli obbligazionari. Nel caso in cui tale prelievo forfettario unico fosse esteso all’insieme degli investimenti finanziari, le sostituzioni in favore dei titoli azionari sarebbero rafforzate, mentre gli investimenti in conti e depositi di risparmio risulterebbero penalizzati.

I dati pubblicati dagli intermediari finanziari, infine, mostrano che una quota crescente del risparmio delle famiglie in Francia è diretto verso investimenti esteri. In tale contesto, cercare di utilizzare la fiscalità per “canalizzare” il risparmio verso il finanziamento di soggetti nazionali rischia di essere poco efficace.

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