Pietro NEGRI
“Sustainable finance and non-financial disclosure: the impact for the insurance industry”
SYMPHONYA - EMERGING ISSUES IN MANAGEMENT (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI MILANO BICOCCA)
http://symphonya.unimib.it/
Finanza sostenibile, Reporting, ESG

 

Con la recente pubblicazione del Regolamento CONSOB adottato con Delibera n. 20267/2018 si è completato, in Italia, il quadro regolamentare relativo alle informazioni non finanziarie che le imprese devono fornire al mercato.

Si tratta delle informazioni relative all’impatto dell’attività aziendale in termini ambientali, sociali e di governance (ESG), che dovranno essere presentate dalle imprese  con più di 500 dipendenti e che superano determinate soglie di fatturato.

L’articolo qui presentato analizza l’importanza di questo nuovo set informativo, che si può riflettere in una maggiore trasparenza e consapevolezza di tutti i soggetti, clienti e/o investitori, relativamente all’impatto complessivo dell’attività aziendale e all’esposizione alle diverse tipologie di rischi.

L’importanza di queste informazioni è, a maggior ragione, importante in un contesto sociale e ambientale in cui le dimensioni del rischio e dell’incertezza sono sempre più pervasive, principalmente a causa dei cambiamenti climatici.

Le informazioni non finanziarie non fanno quindi parte esclusivamente del “cassetto degli attrezzi” del responsabile CSR di impresa, ma costituiscono uno strumento importante in mano a soggetti quali il risk manager, l’asset manager e, più in generale, a tutti gli stakeholder. Queste informazioni, inoltre, costituiscono uno strumento indispensabile della finanza sostenibile.

L’articolo analizza il percorso attraverso il quale si è arrivati a integrare le variabili ESG all’interno delle strategie di impresa, anche grazie all’attività di organismi internazionali come l’ONU e l’Unione europea.

In tale contesto, le imprese di assicurazione, anche realizzando partnership con il settore pubblico, possono svolgere un ruolo importante nella loro qualità, da un lato, di soggetti deputati a gestire i rischi e, dall’altra, di investitori istituzionali che mantengono un’ottica di lungo termine nelle strategie di investimento. 

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