STATISTICHE
“Risparmio e ripresa in una nuova Europa”
“91a Giornata mondiale del risparmio”
ACRI-ASSOCIAZIONE DI FONDAZIONI E CASSE DI RISPARMIO - www.acri.it
IPSOS - www.ipsos.it
Risparmio

ACRI – l’Associazione delle Casse di Risparmio – ha pubblicato la 15a edizione del sondaggio sul risparmio degli italiani, realizzato in collaborazione con IPSOS. L’indagine si basa su circa 1.000 interviste a un campione rappresentativo della popolazione.

I risultati dell’indagine sono suddivisi in due macroaree: la prima, comune a tutte le rilevazioni (dal 2001 al 2015), che consente di delineare quali siano oggi l’atteggiamento e la propensione degli italiani verso il risparmio, evidenziando i cambiamenti rispetto al passato; la seconda, focalizzata sul tema specifico della 91a Giornata Mondiale del Risparmio, che quest’anno è dedicata a “Risparmio e ripresa in una nuova Europa”.

I risultati mostrano che, sul finire del 2015, la crisi è ancora parte integrante della vita degli italiani: l’80% degli intervistati la percepisce ancora come grave.
Le famiglie colpite direttamente dalla crisi sono ancora molte, ma il numero di soddisfatti della propria situazione economica (il 55% della popolazione), per la prima volta dopo quattro anni, supera quello degli insoddisfatti di ben 10 punti percentuali. Nel contempo, si riduce il numero di coloro che denunciano un peggioramento del proprio tenore di vita.
Riguardo al futuro, il numero dei fiduciosi su un miglioramento del proprio tenore di vita è superiore a quello degli sfiduciati (13% gli sfiduciati, 26% i fiduciosi).

Riguardo al risparmio, gli italiani denotano meno ansia per il futuro. Per il terzo anno consecutivo, infatti, la quota di italiani che negli ultimi dodici mesi hanno effettivamente risparmiato cresce di 4 punti percentuali, passando dal 33% del 2014 al 37% attuale, il dato più alto dal 2010. Nel contempo, si riducono  - per il terzo anno di fila, e in misura consistente -  le famiglie in saldo negativo di risparmio, dal 25% del 2014 al 22% attuale (un dato così ridotto non lo si vedeva dal 2005).
Comunque, ancora oggi, quasi 1 famiglia su 4 (il 23%, in diminuzione rispetto al 2014) dichiara che non riuscirebbe a far fronte a una spesa imprevista di 1.000 euro con risorse proprie.

Chi ha risorse disponibili mantiene una forte preferenza per la liquidità; inoltre, chi investe lo fa solo con una parte minoritaria dei propri risparmi.

Rispetto al 2014 la situazione delle scelte di investimento è sostanzialmente invariata: si riduce di un punto la quota di italiani possessori di certificati di deposito e di obbligazioni (9%), di titoli di Stato (7%) e di fondi comuni di investimento (13%); si riducono di 2 punti i possessori di azioni (6%), mentre cresce di 1 punto la quota di coloro che dichiarano di aver sottoscritto assicurazioni sulla vita/fondi pensione (dal 24% al 25%), salgono lievemente i possessori di libretti di risparmio (dal 22% al 23%).
Riguardo all’investimento ideale, si registra un forte ritorno di interesse nei confronti del mattone.

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