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Grexit - Insurance update 1
Grexit - Insurance update 2
Finanza

Gli estenuanti negoziati fra Unione europea e Grecia hanno portato a metà luglio a scongiurare il rischio di una Grexit, ossia di una uscita del Paese dall’area euro.

La valutazione degli scenari connessi all’uscita di un paese dall’euro è stata recentemente oggetto di valutazioni anche sul piano delle implicazioni per il settore assicurativo.

Fra le varie prese di posizione sul tema si segnalano quelle della London Market Association (LMA) e del Ministero del Tesoro britannico.

LMA ha raccomandato massima prudenza agli operatori rispetto ai rischi potenziali e ha rinnovato l’invito – già formulato nel 2012 – a integrare i contratti sottoscritti con clausole di continuità (“contract continuity clauses”), ossia clausole che prevedano esplicitamente il mantenimento delle condizioni di polizza anche in presenza di un cambiamento della valuta nazionale.

Il Ministero del Tesoro britannico ha invece emesso, a fine giugno, una nota che segnala il rischio – potenzialmente crescente - di ritardi negli incassi o nelle consegne provenienti dalla Grecia.

Un tema di grande interesse è costituito dalle conseguenze dell’eventuale introduzione di una nuova dracma. In tale ipotesi, la valuta da utilizzare per la regolazione delle obbligazioni derivanti dalle polizze emesse sarebbe delegata alla valutazione del tribunale adito. Secondo un’altra visione, le polizze emesse in Grecia per rischi locali avrebbero direttamente regolazione in dracme, mentre quelle emesse in altri paesi dell’area euro per coprire rischi greci dovrebbero essere gestite in euro.

Naturalmente, l’ipotesi di una reintroduzione della dracma aprirebbe ulteriori scenari di incertezza circa il rischio di cambio e l’individuazione del cambio applicabile per il versamento di premi e la liquidazione di sinistri.

Altro tema riguarda la valorizzazione degli asset e delle riserve tecniche delle compagnie assicuratrici elleniche. Sotto questo profilo, sarebbe da ipotizzare la conversione in dracme, con conseguente svalutazione.

È inoltre fondato ritenere che alcune tipologie di coperture per rischi ubicati in Grecia non sarebbero più offerte dal mercato. È il caso delle polizze che riguardano i rischi politici, i rischi di cambio e l’assicurazione del credito.

Un altro ordine di implicazioni in ambito assicurativo deriva dalla forzata chiusura degli sportelli bancari, avvenuta fra giugno e luglio per oltre 20 giorni.
Tale blocco ha avuto effetti diretti sulla corretta esecuzione dei pagamenti dei premi secondo i termini della polizza. Anche in questo caso, il ricorso ad adeguate clausole per garantire la continuità delle obbligazioni è da considerarsi di fondamentale importanza.

 

 

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