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“Hurricane Katrina 10 – Catastrophe management and Global Windstorm Peril Review ”
AGCS – ALLIANZ GLOBAL CORPORATE & SPECIALTY
http://www.agcs.allianz.com/
Calamità naturali

L'uragano Katrina, che il 29 agosto 2005 ha colpito la Costa del Golfo americana, rimane il più grave evento dannoso dovuto a tempesta.
Peraltro, le perdite dovute a gravi tempeste non caratterizzano il solo Nord America: si tratta di un pericolo mondiale e, negli ultimi anni, oltre 50 paesi hanno subito considerevoli danni economici a seguito di tali eventi, come dimostrano le analisi realizzate sulla base delle richieste di indennizzo pervenute agli assicuratori.

Per ricordare il decennale di Katrina, la nuova edizione del bollettino di Allianz Global Corporate & Specialty (AGCS) analizza i rischi e le perdite dovuti agli uragani ed esamina quanto di Katrina può costituire “utile esperienza” al fine di ridurre gli impatti dei futuri fenomeni (anche tenuto conto dell'aumento dell'aleatorietà meteorologica).

Che si tratti di uragani negli USA, tifoni in Asia o tempeste di neve in Europa, i forti venti possono facilmente provocare danni derivanti dall’interruzione dell’attività produttiva, come indica un'analisi effettuata su oltre 11.000 richieste di indennizzo (di valore superiore a 100.000 euro) pervenute ad AGCS da parte di importanti aziende in tutto il mondo. Nel periodo 2009-2013 sono state registrate più di 400 richieste di indennizzo dovute agli effetti delle tempeste: esse si pongono, pertanto, in quinta posizione tra le 10 cause principali di perdite per le aziende, sulla base del valore degli indennizzi.
Secondo le analisi di AGCS, i danni causati dalle tempeste rappresentano circa il 40% di tutte le perdite (per numero di indennizzi) dovute a calamità naturale e il 26% del valore.

Negli Stati Uniti è concentrata quasi la metà (49%) degli indennizzi globali oggetto di analisi, seguiti da Europa (19%), Asia (6%) e America Centrale (3%). Si prevede che le perdite in Asia possano aumentare in misura esponenziale nei prossimi 50 anni, essendo l'80% del territorio posto nelle 10 principali aree esposte a inondazioni costiere dovute a tempeste e vento.
L'aumento dell’esposizione al rischio sta superando di gran lunga l'accesso alle coperture assicurative, provocando un crescente “protection gap” nella gestione del rischio di catastrofi naturali.

L'analisi degli indennizzi evidenzia, in particolare, l’elevata esposizione al rischio che caratterizza il settore marittimo, visto che ad esso è riferito il 60% degli indennizzi per tempeste (rispetto, ad esempio, al 30% relativo alle proprietà). La distruzione di costose imbarcazioni da diporto, navi commerciali e cargo può aumentare notevolmente il volume dei danni assicurati.

Gli effetti di Katrina e di altri uragani (come “Sandy”, ad esempio) hanno contribuito a migliorare la ricerca e la misurazione dei rischi relativi alle catastrofi. Katrina ha dimostrato che l'impatto dello storm surge (ondata a seguito di tempesta) è spesso più pericoloso dei forti venti e che le dimensioni dell'uragano possono influire sull’entità dell'inondazione stessa. Lo storm surge ha rappresentato un fattore rilevante nella metà dei 10 eventi catastrofali (dovuti a tempeste) più costosi nella storia americana; queste cinque tempeste, in particolare, hanno provocato quasi 125 miliardi di dollari di danni assicurati.     

Katrina ha anche evidenziato l'esigenza di una più efficace protezione dai danni dovuti al vento. Sempre in riferimento a Katrina, la maggior parte di tali danni ha interessato la parte esterna degli edifici (incluse le coperture dei tetti, pareti e finestre).
Da ultimo, sottolinea il report, non vanno trascurati – tra gli elementi di analisi di sicura rilevanza – gli aspetti legati alla continuità dell’attività aziendale a seguito di una catastrofe.

 

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