Articolo tratto da: PANORAMA ASSICURATIVO (http://www.panoramassicurativo.ania.it/?idcnt=40620)
LE PENSIONI DEGLI ITALIANI: ALCUNI MITI DA SFATARE
Previdenza


Un articolo della rivista online “Il Punto”, edita da Itinerari Previdenziali, pone l’attenzione su alcuni aspetti del sistema pensionistico obbligatorio in Italia.

Due delle principali osservazioni formulate con riguardo a tale sistema sono che oltre la metà delle pensioni è di importo inferiore a 1.000 euro al mese e le donne ricevono, in media, assegni di gran lunga più bassi rispetto a quelli degli uomini.

I dati raccolti dal Casellario Centrale dei pensionati INPS ed elaborati dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali nel 6° Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale italiano(1) dimostrano come, in realtà, queste convinzioni diffuse siano – sottolineano gli Autori – falsi miti da sfatare, in quanto scorrette sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo sostanziale dell’analisi.

Nello specifico, sostenere che la metà delle pensioni è inferiore a 1.000 euro al mese non è corretto dal punto di vista tecnico per almeno due motivi.
Il primo è che in ambito previdenziale, quando si analizzano le distribuzioni per classi di reddito, si dovrebbe fare riferimento ai pensionati, ossia ai soggetti fisici che percepiscono una o più prestazioni, e non alle singole pensioni.
Il secondo motivo dipende dal fatto che, nel calcolo degli importi medi dei singoli trattamenti pensionistici, bisognerebbe procedere per tipologia e analizzare separatamente le medie delle prestazioni assistenziali, delle rendite indennitarie, delle prestazioni dirette e di quelle ai superstiti, per evitare di mescolare prestazioni di natura eterogenea.

Per quanto riguarda il cosiddetto “gender gap pensionistico”, il reddito pensionistico annuo delle donne è pari a 15.078 euro, mentre quello degli uomini arriva a 20.986 euro.
Tuttavia, è bene valutare le motivazioni alla base di questo divario.
Innanzitutto, le donne registrano un maggior numero di pensioni pro-capite; inoltre, prevalgono tra i percettori di pensioni ai superstiti (86,5% del totale) e nelle prestazioni prodotte da “contribuzione volontaria”, che normalmente sono di modesto importo a causa di livelli contributivi molto bassi.

È corretto affermare, quindi, che le donne ricevono una prestazione di gran lunga minore rispetto agli uomini soprattutto quando si confrontano gli importi per genere delle pensioni dirette di vecchiaia (anzianità e vecchiaia), che presentano un gap pensionistico di -8.744 euro annui rispetto agli uomini (18.994 euro annui lordi gli uomini e 10.249 euro annui lordi le donne).

Se si guardano i redditi pensionistici complessivi delle donne (15.078 euro mensili lordi) e degli uomini (20.986 euro mensili lordi), comprensivi delle prestazioni assistenziali, di invalidità e di quelle ai superstiti, le donne recuperano il gap previdenziale che si riduce a 5.908 euro annui.

 

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(1) Su tale Rapporto, si veda: “Il bilancio del sistema previdenziale italiano nel 2017: 6° report di Itinerari Previdenziali”, in Panorama Assicurativo n. 186, aprile 2019 (Sezione “STATISTICHE”).
http://www.panoramassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=40492&est=1