Articolo tratto da: PANORAMA ASSICURATIVO (http://www.panoramassicurativo.ania.it/?idcnt=39864)
INDAGINE 2018 INTESA SANPAOLO/CENTRO STUDI EINAUDI SUL RISPARMIO E LE SCELTE FINANZIARIE DEGLI ITALIANI. FOCUS SULLE ASSICURAZIONI.
Giuseppe RUSSO (a cura di)
CENTRO DI RICERCA E DOCUMENTAZIONE “LUIGI EINAUDI - http://www.centroeinaudi.it/
Risparmio
L'edizione 2018 dell'Indagine sul risparmio e le scelte finanziarie degli italiani, curato da Intesa Sanpaolo e Centro Einaudi, fa il punto sull'evoluzione degli investimenti delle famiglie e pone un'attenzione specifica sull'atteggiamento nei confronti delle assicurazioni. Al riguardo, i dati raccolti attraverso l'indagine pongono in evidenza alcuni aspetti di rilievo, come le difficoltà nella valutazione dei rischi, la relazione positiva fra reddito e domanda di assicurazione, lo stretto rapporto fra possesso di polizze e conoscenze finanziarie.

 

Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Centro Einaudi, ha pubblicato l’edizione 2018 dell’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani(1).

Dall’indagine emerge innanzitutto la conferma dell’obiettivo delle famiglie di recuperare quella «normalità» che la crisi aveva incrinato. Quasi il 64% degli intervistati dichiara di percepire un reddito «sufficiente» o «più che sufficiente»: si tratta del valore più elevato mai registrato dal 2009 a oggi, in significativa risalita rispetto al 47,2% rilevato nel 2016.

Aumentano le famiglie in grado di risparmiare. Mentre la quota dei non risparmiatori cala nel 2018 dal 56,6% al 52,7%, i risparmiatori recuperano quasi 4 punti, attestandosi a oltre il 47%. Cresce sia il risparmio «intenzionale» (ovvero la quota di coloro che risparmiano avendo in mente uno scopo preciso) sia quello «non intenzionale»: il primo interessa il 22,2% del campione, dal 22,0% del 2017; il secondo sale dal 21,4% al 25%.

Sulle motivazioni del risparmio, nel 2018 oltre il 43% dei risparmiatori «intenzionali» dichiara di accantonare risorse per far fronte a eventuali imprevisti; poco meno del 20% risparmia per la vecchiaia; il 21% lo fa per i figli; il 14% per la casa. Storicamente, la voce relativa agli imprevisti è sempre stata la più consistente: nellʼultimo decennio non è mai scesa sotto il 42%, con un picco di oltre il 58% nel 2016.

Questi dati mettono in evidenza un nodo cruciale: per le famiglie italiane, il risparmio ha tradizionalmente esercitato (e tuttora esercita) una fondamentale funzione assicurativa.

Fatta eccezione per le polizze auto, da tempo obbligatorie, la famiglia e, più ampiamente, la rete delle relazioni sono sempre state tra i principali «assicuratori» degli italiani contro i grandi rischi, come la perdita del posto di lavoro o la comparsa di malattie invalidanti. Non è dunque un caso che, nel confronto internazionale, gli italiani risultino complessivamente sottoassicurati.

Proprio al tema del rapporto tra gli italiani, il rischio e le assicurazioni è dedicato l’approfondimento che  - da tradizione -   accompagna lʼIndagine. I dati raccolti mettono in evidenza alcune tendenze interessanti: la difficoltà delle famiglie nel valutare correttamente i rischi, in particolare i più rilevanti e potenzialmente distruttivi; la correlazione positiva che intercorre tra il reddito degli intervistati e le coperture assicurative dichiarate; lo stretto rapporto esistente tra il possesso di polizze e le conoscenze in campo finanziario.

LʼIndagine dedica poi un paragrafo anche al tema della business insurance. Le conclusioni a cui perviene non sono molto diverse rispetto al caso delle famiglie: anche gli imprenditori tendono a prestare unʼattenzione limitata ai rischi in cui potrebbero incorrere nello svolgimento della propria attività, mentre restano sostanzialmente scoperte voci importanti, a cominciare dal cyber risk.

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(1) Per l’edizione precedente, si veda: “Indagine 2017 sul risparmio degli italiani: Centro Einaudi/Intesa Sanpaolo”, in Panorama Assicurativo n. 168, ottobre 2017 (Sezione “FOCUS”).
http://www.panoramassicurativo.ania.it/admin/plugin/panorama/view.html?id=39066&est=1